E Anima, principio di autorganizzazione della materia vivente e non, sciogliendosi dal proprio inizio ,cercava attraverso le stelle, galassie, universi incontaminati, il senso del suo andare, il motivo del suo esistere poiché l'essere se stessa non le bastava per affermare il perché della vita, il valore di quell'immenso che le toccava, di quei granelli d'acqua pura che come luminose comete le scivolavano fra le dita: "L'Eterno è presente - pensava- eppure come un padre, non si pensa quando ama il crearsi della vita!"
Francesco Palmirotta
  • 29 gen 2011 /  News 4 Comments

    La psicosomatica nelle relazioni umane ed ecosistemiche. La coscienza umana si svolge in un’attivita’ continua dal sogno alla veglia subendo diffrazioni di senso circa le proprie percezioni della dimensione psiche inerente alla dimensione soma.La responsabilita’ di dette diffrazioni e’ nella repressione, distorsione, non educazione permanente del senso psiche in relazione con la corporeita’ soggettiva ed ecosistemica. I disastri ambientali sono l’evidenza di un rapporto mancato tra l’anima delle cose-natura e la psiche di ogni individuo.Ad esempio,le politiche alienanti circa la scelta di macchine che insufflano nell’aria veleni dando la parvenza di una liberta’ automobilitantesi sono fallimentariamente gestite da coscienze miopi e distorte dal senso naturale del respirare l’anima pulita dell’aria nei boschi.A livelli diversi , la coscienza del piccolo essere umano o del potente politico che governa e’ alienata e soffre dell’aria che respira.

    Nello stesso modo sono alienanti le relazioni tra scelte coscienziali del singolo nella comunicazione sociofamiliare e quella di chi governa e sceglie per tanti in maniera inquinante perche’ ha perso il senso psicosomatico del rispetto delle proprie percezioni della qualita’ dell’ambiente da respirare.Ma l’aria e’ solo un’aspetto del’evidente alienazione del senso psicosomatico ecosistemico che soffre la popolazione non solo cittadina. Se consideriamo l’alimentazione e il senso psichico del gusto, potremo svolgere un’altro possente lavoro enciclopedico-esperenziale sul principio dell’alimento e sul fine dello stesso.

    Se ancora volessimo umilmente considerare i rapporti tra le sinapsi del cervello della testa e quelle del cervello viscerale o enterico e quanto le stesse sono state recise distorte nelle relazioni neurotrasmettitrici da una paradigmatica scientifica alienante (cfr. T. Khun), potremmo ricavare dalla storia e filosofia della scienza un tracciato d’interferenza costante e continuo atraverso i secoli di come la gestione immatura e alienata della sociocultura, abbia negletto e fuorviato il rapporto naturale tra psiche, soma, ecosistema terrestre locale e globale. Una parte del workshop puo’ essere tenuto in una Fattoria del Panda WWF.

    Le date sono a cadenza mensile (il 3 di ogni mese) e cominciano dal 3 marzo 2011 su prenotazione.

    via umberto giordano 22A, Bari
    per informazioni tel 333.9580990 – 393.8041552

    www.psicologimip.it

    Posted by admin @ 04:52

4 Responses

WP_Blue_Mist
  • franco Says:

    una cosa e’ guadagnare sulla ecosostenibilita’ altro e’ amare e viverla con tutte le difficolta’ che il riduzionismo materialmeccanicista ha creato e crea nelle teste burocratizzate di tanti che hanno paura di vivere nel proprio viciniore ambiente naturale (la murgia .es.) o peggio da bravi fifi’ non sanno rinunciare alle comodita’, ai germi , alle allergie cittadine dei traffici umanoidi..

  • franco Says:

    molti saccenti ecoidealisti di convenienza…restano molto tempo nelle proprie amene residenze di comodo intellettualismo (del solito salottificio cittadino) e non avendo il coraggio di ridare vita ai luoghi vetusti dell’ambiente che pur abbandonato li sostiene da sempre con la semplice purezza dell’omeostasi traspiratoria, addirittura ne boicottano le comunita’ native e autenticamente attive per il benessere ecosistemico.

  • franco Says:

    a volte i filosofi mantengono una logica naturale nel guardare o ascoltare la realta’ della vita , che sfugge agli scienziati di laboratorio cioe’ a quelle persone che cercano di scoprire il mondo restando chiusi in una o piu stanze isolate e con strumenti sofisticati pur sempre macchinici ( non organici e quindi non partecipi e risuonanti dei sensi vitali)..

  • Riccarda Says:

    credo che si dovrebbe far qualcosa per far conoscere su larga scala la logica naturale e specificarla, perchè non credo proprio che sia così lampante e intuibile come dovrebbe essere, dato che viviamo in un ambiente (fisico e culturale) che ci estrania sempre più dall’ascolto della realtà della vita. Molte volte basta far circolare le idee, scrivere un libro, pubblicare un articolo, ecc. per dare ossigeno alle menti e promuovere il benessere. Perchè i canali di comunicazione di massa ci propinano sempre gli stessi “esperti” collusi con il potere politico-economico per parlarci dei problemi umani e non persone come Palmirotta?

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