E Anima, principio di autorganizzazione della materia vivente e non, sciogliendosi dal proprio inizio ,cercava attraverso le stelle, galassie, universi incontaminati, il senso del suo andare, il motivo del suo esistere poiché l'essere se stessa non le bastava per affermare il perché della vita, il valore di quell'immenso che le toccava, di quei granelli d'acqua pura che come luminose comete le scivolavano fra le dita: "L'Eterno è presente - pensava- eppure come un padre, non si pensa quando ama il crearsi della vita!"
Francesco Palmirotta
  • 13 gen 2013 /  News

    Sono Psicologo-Psicoterapeuta, filosofo e artista, vivo nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia in una nicchia ecologica riconosciuta dal WWF come uno dei suoi centri di educazione ambientale. Mi piace l’equitazione naturale e spesso mi accompagno con i miei figli ed amici in lunghi e piacevoli trekking nella Foresta di Mercadante. Mi sono formato nell’ambito della Psicologia Umanistico-Transpersonale (Rollo May, Gordon Allport, Abraham Maslow, Carl Rogers, Victor Frankl, Thomas Gordon, Tony Sutich e  Stanislav Grof). Ho risolto diversi casi di sintomatologia psicosomatica (affezioni dell’apparato respiratorio, gastro-intestinale, cardio-circolatorio, cefalee, disturbi della sessualità): considero l’identità funzionale tra psiche e soma, quindi la prospettiva di Georg Groddeck e di Wilhelm Reich, che hanno introdotto il corpo nel processo psicoterapeutico.

    La mia formazione, in seguito, si è ampliata alle correnti ecologiche e socio-sistemiche, tendenti fondamentalmente a ricomporre la dicotomia tra persona e ambiente, percepiti quali aspetti interdipendenti di una medesima realtà. Professionalmente, ho sempre mantenuto rapporti di stretta collaborazione e scambio scientifico con organizzazioni ed eminenti esponenti americani dell’Associazione di Psicologia Umanistica (AHP), ed ho potuto integrare tutta questa conoscenza e la mia esperienza clinica di psicoterapeuta in un approccio che considera le radici filosofiche della cultura occidentale, l’essere-anima-armonia di Pitagora, Alcmeone e i filosofi dell’area mediterranea, riscoprendo l’Ontosofia Psicosomatica (Parmenide, Clauberg, Genovesi), la saggezza dell’essere psiche-soma, cioè l’armonia ecosistemica, essere umano-Terra.

    Il mio approccio terapeutico è centrato sulla persona e considero l’Essere Umano una totalità psicosomatica in relazione con l’ambiente, poiché l’individuo vivente trascende sempre un determinato meccanismo e l’impegno e l’attenzione per la natura passano necessariamente attraverso il rispetto di noi stessi. La trentennale esperienza professionale mi ha confermato che ogni persona contiene in se stessa le condizioni potenziali del benessere e della creatività: la pressione sociale e i condizionamenti negativi possono essere neutralizzati esplorando la propria interiorità, attraverso un percorso di auto-conoscenza che porta alla consapevolezza della realtà di un maestro interiore, l’anima del proprio Essere Umano, che agisce come un vero e proprio principio di auto-organizzazione della materia-energia intelligente che ama la vita sana e vuole l’armonia con la propria Terra Vivente. Il mio lavoro è finalizzato a rendere cosciente questo principio di saggezza, che esiste in ogni individuo sin dal concepimento, nel qui e adesso dell’esistenza, principio che agisce sempre, in ogni stato di coscienza, anche nei casi di grave dipendenza (da sostanze tossiche, sesso, lavoro, gioco, internet) o disturbi della personalità (disturbo ossessivo-compulsivo, depressione, attacchi di panico, ecc.), ma è necessaria la riattivazione di questa forza attraverso un cammino guidato da un clinico esperto (http://www.palmirotta.com/casi-clinici-risolti).

    Non è eccessivo vedere in un individuo, in psicoterapia, la risultante di innumerevoli interazioni sistemiche, storiche, culturali, biologiche, materiali che scindono e isolano l’Essere individuo dall’armonia sapiente che pure continua ad operare, nonostante tutto, nell’universo. La caratteristica di ogni dominazione storica, intendo ogni egemonia culturale che scorpora (toglie corpo) e scinde il senso dell’unità dell’essere umano, è di creare frammentazioni dell’Essere vivente. Nel corso della storia la disgregazione schizofrenica è divenuta parte della stessa entità umana (si veda l’aumento silenzioso ed implacabile della schizofrenia nell’umanità, 46milioni di malati secondo le statiche OMS, The World Health Report 1997, mentre sono 450 milioni le persone che soffrono di un disturbo mentale o del comportamento secondo il Rapporto OMS sulla salute mentale del 2001), piuttosto che l’amore per la Psiche e il benessere che, pur essendo rimasti il motore immobile della dinamica della civiltà, sono costantemente soggetti alle tendenze disgreganti l’Essere Vivente.

    Nell’antico mito di Eros e Psiche, alle radici della cultura occidentale, c’è la risposta al disordine della salute mentale e psicosomatica dell’essere umano. Ma è una risposta che va amministrata con saggezza maieutica (dentro di te c’è la realtà del tuo Essere-Anima), non con aggressività rivoluzionaria, bensì con aggressività vitale e intelligenza innovatrice, rispettosa del principio di auto-organizzazione della salute che ogni individuazione ha in sè. Il mito di Eros e Psiche rappresentava bene per i maestri dell’epoca, la via d’uscita da qualunque problema singolo o collettivo: non esistono principi opposti e inconciliabili, né nel singolo individuo, né nella Terra-Universo, tutto è Reale e questo tutto deve necessariamente osservare le leggi della vita sana, visto che noi siamo l’eccellenza di questo pianeta vivente. Eraclito parlava di enantiodromia come moto unificante dei principi opposti (amore-odio, ecc) e di composizione di correnti di pensiero provenienti dall’oriente e dall’occidente. L’idea fu lanciata sin da quei tempi antichi: è possibile unificare per ritrovarsi senso della Realtà, per poi partire nuovamente alla ricerca di un’ulteriore conoscenza. (http://www.palmirotta.com/ontopoiesi-viscerale).

    Nella mia trentennale pratica terapeutica mi sono sempre avvalso di un range di terapie integrate che prevedono, dopo i primi incontri preliminari e terapeutici, se il caso lo richiede, psicoterapia di tipo residenziale e/o attività terapiche al di fuori dello studio di psicoterapia (ergoterapia, ippoterapia, vela terapia, arte terapia, cinema terapia). La mia metodica psicoterapica ha anticipato quelle che sono state le direttive dell’OMS dagli anni ’90 in poi per le patologie psichiatriche, da cui emergono tendenze inequivocabili per promuovere la salute mentale:

    • bisogna promuovere la partecipazione personale e incoraggiare lo sviluppo personale (Rapporto 2010 dell’OMS sulla salute mentale)
    • bisogna spostare l’assistenza dagli ospedali psichiatrici alle strutture di cura in comunità (Rapporto 2001 dell’OMS sulla salute mentale), riconoscendo l’utilità del coinvolgimento della famiglia nel trattamento delle patologie psichiatriche e degli interventi di tipo psico-educativo;
    • bisogna sviluppare modelli di riabilitazione basati sulla residenzialità e sul lavoro (Psychosocial Rehabilitation, a consensus statement, WHO, 1996);
    • bisogna sviluppare la qualità dei servizi di salute mentale e valutarla periodicamente (Qualíty Assurance in Mental Health Care, WHO, 1997);

    su queste basi, ottengo successi terapeutici che certificano l’efficacia della metodologia, l’Ontosofia Psicosomatica, nel miglioramento/risoluzione/eliminazione della sintomatologia d’ingresso. La prima fase di contatto e d’incontro si attua giá attraverso l’anamnesi, come in medicina e in ogni scienza della terapeutica tradizionale; in questa fase valuto diversi piani: psicosomatico, delle relazioni psicosociali, ecosistemico, quindi propongo al paziente un cammino di autenticazione personologica. Autenticare significa fare attenzione autorisanante, seguendo il principio interiore, il principio della salute propriocettiva per autogestirla. Autenticazione da un lato, alterazione dall’altro,  in  mezzo  c’è  la persona  o la personologia: ognuno di noi è fra questi poli. Non  è  vero  che  esiste  il  male  e  il  bene, il divino e il terreno, l’angelo e il diavolo, per me le cose sono molto più concrete.  Come potrebbe essere altrimenti? Esiste  una  cosa  che  ti  porta  al  principio che  tu sei,  e  una cosa che ti porta dove tu non sei: c’è la  propria  realtà, la propria singolarità, la propria individualità, la propria situazione egoica, esistenziale, e  c’è  il  resto che non è. Il bello è che i passaggi sono impalpabili, i due  aspetti sembrano combaciare, l’unico  criterio  per  poter  distinguere  ciò che è da ciò che non è si può cercare nel proprio fondamento psico-organico, perché esiste una logica viscerale dell’essere. La profondità del senso del corpo è talmente importante che non possiamo fare a meno di considerare e valutare il fatto che noi nasciamo come corpo psichico.

    Il mio approccio è l’Ontosofia psicosomatica: Con questo termine intendo la saggezza dell’essere umano in quando individualità psicosomatica, cioè il benessere stabile e duraturo dell’anima (psiche) e del corpo (soma) vidimato dalla soggettiva-oggettiva razionalità scientifica dei casi clinici definitivamente risolti.  L’Ontosofia Psicosomatica afferma il principio maieutico della Saggezza dell’essere vivente. Estendendo il quadro concettuale umanistico, ho sviluppato specificazioni applicative e una particolare modalità di “risonante empatia” in senso musicale e, realmente,utilizzo la musicoterapia e l’arte terapia sia per “intonarmi con” che per far sì che il cliente si sintonizzi con il proprio SE’(Io Ontico): quindi, entro in sintonia con il cliente e, così facendo, armonizzo l’essere-sinfonia del cliente con tutto il suo potenziale unico e creativo.

    Mi avvalgo anche di altre metodologie per raggiungere questo risultato quali la film terapia (l’utilizzo del modulo cinematografico per coscientizzare e abreagire i condizionamenti alienanti che agiscono attraverso la fissità delle immagini socioculturali), la immagogia ontosofica (assimilabile a una tecnica di rilassamento corporea, talvolta con produzione di immagini liberamente prodotte, fino a raggiungere peak-experiences/esperienze estatiche), l’ontosofia onirica (diagnosi-terapia-strategia di autorealizzazione coniate dalla Psiche attraverso i sogni).

    L’ontosofia psicoterapica adotta una metodologia maieutica nel senso di rispettare e accordarsi

    con l’interiorità maestra del cliente in ogni decisione psico-esistenziale. Il terapeuta, cioè, “vede” la dinamica della maestria interiore e agisce psicosomaticamente per far rinascere il cliente nella sua unicità, rispettando i tempi della sua crescita individuale e storica.

    Posted by Francesco @ 01:29

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