E Anima, principio di autorganizzazione della materia vivente e non, sciogliendosi dal proprio inizio ,cercava attraverso le stelle, galassie, universi incontaminati, il senso del suo andare, il motivo del suo esistere poiché l'essere se stessa non le bastava per affermare il perché della vita, il valore di quell'immenso che le toccava, di quei granelli d'acqua pura che come luminose comete le scivolavano fra le dita: "L'Eterno è presente - pensava- eppure come un padre, non si pensa quando ama il crearsi della vita!"
Francesco Palmirotta
  • Le forme di alienazione che si presentano con evidente disagio psichico di varia entità, sono per lo più dovute alla sovrapposizione all’Io Ontico Reale di un individuo, di un Io virtuale alienato.
    La società di oggi ha la tendenza a considerare come definitivi, irrimediabili, molti stati patologici, psicosomatici o psichici, ma questo non corrisponde al vero. La presenza di un Io Alienato che offusca quello Reale in un individuo, non è innata e come tale non è definitiva. Questa è piuttosto il frutto di una serie di condizionamenti che il sistema che ruota dentro ed attorno l’individuo, opera continuamente. Nel momento in cui l’individuo, rende propri, fa entrare in sé, questi condizionamenti, gli dà vita, nasce la patologia che comincia ad autoalimentarsi. Quindi l’intero ecosistema con cui si scambia l’individuo, è apportatore o di imput nel senso della realizzazione o in quello dell’alienazione. È di tutti questi fattori e soprattutto della loro interazione e azione all’interno dell’individuo, che deve tener conto l’Ontosofia Psicosomatica Ecosistemica.
    Il principio di Ontosofia Psicosomatica si è mostrato risolutivo, in base al numero di casi risolti, sia in patologie con evidenza prevalentemente somatica, sia in quelle con una maggiore evidenza psichica.

    Questa sezione conterrà un elenco descrittivo dei casi clinici risolti dal dott.Francesco Palmirotta (con follow up di cinque anni ) a volte coadiuvato da uno staff terapeutico. Il principio dall’autore denominato ” ONTOSOFIA PSICOSOMATICA” ha dato vita ad un insieme di metodologie applicative utilizzate nei percorsi clinici (psicoterapia, musicoterapia, arteterapia, ippoterapia, velaterapia, onirologia,ergoterapia……….) il fine sotteso ed ottenuto è l’autogestione della salute nelle mani di ogni individuo .
    La metodologia applicata è quella scientifica:

    1) diagnosi della sintomatologia d’ingresso effettuata da una struttura o da un medico non appartenente allo staff del Dott. Palmirotta.

    2) monitoraggio di tutte le attività con il paziente.

    3) diagnosi finale effettuata dalla stessa o diversa struttura o medico.
    Riteniamo rilevante sottolineare che il principio di autorganizzazione della materia ( R. Schrodinger) e l’ autopoiesi di Maturana e Varela pur non essendo adeguatamente esplicativi della dinamica ad eziologia psichica ed effettualità psicosomatica dell’ essere umano abbiano informato e supportato i fondamenti intuitivi della sfera d’azione psico-somato-sociale che F. Palmirotta chiama ONTOPOIESI VISCERALE ossia l’autorigenerazione dell’ Essere dalla sua profonda realtà.Non tutti i casi trattati sono stati risolti ma, in quelli pubblicati, la remissione dei sintomi d’ingresso dura da più di cinque anni e non si è notata alcuna conversione in altre forme sintomatologiche.
    Risultati simili in via di pubblicazione sono stati ottenuti da professionisti indipendenti formatosi agli stessi principi metodologici e su una popolazione sperimentale più estesa e diversificata.

     

    I caso : Morbo di Crohn

     

    Affezione che coinvolge l’intestino tenue, più spesso la porzione terminale dell’ileo, talora anche, o esclusivamente, altri tratti del canale digerente (colon, stomaco). Malattia con cui “ si deve imparare a convivere” perché ignote sono le cause e quindi le cure.

    A. : Nel 1997 incomincia ad accusare diversi malesseri fisici, fra cui:

     

    -stanchezza

    -tremori improvvisi e frequenti

    -leggera febbre intorno a 37,2 °C e  37,3 °C

    -mal di pancia e dolori addominali  molto forti, presenti durante tutto l’arco del giorno, compresa la notte.

     

    Nel 2002 inizia a sottoporsi ad una terapia integrata presso il centro residenziale di Psicoterapia e Musicoterapia ” solinio village”. la terapia integrata comprende anche la sua formazione in Musicoterapia . Ben presto “A” comincia ad imparare la gestione dei suoi dolori, riuscendo a farli diminuire facendo anche a meno dei farmaci che, a sua detta, le peggioravano la sintomatologia. Il 10 aprile 2003 smette di prendere il medicinale che ormai assumeva da sei anni.

     

    Sintomi d’ingresso  regrediti/ scomparsi:

     

    -dolori addominali intensi e debilitanti

    -febbre leggera tra i 37,2 e i 37,3 °C

    -diarrea

    -ragade anale

    -dolori al petto

    -sonno turbato, tachicardia e malessere generale

    -brutti sogni e incubi tanto che A.sperava di non sognare

    -reflusso gastroesofageo

    -difficoltà nella deglutizione (nodo in gola)-oalitosi (quasi perenne)

    -nausea mattutina

    -dolori notturni in sede renale e al mattino appena alzata

    -difficoltà nella digestione

    -dolori articolari, soprattutto alle ginocchia

    -tremolio alle mani

    -sonnolenza diurna

     

    Secondo Caso: giovane donna di 30 anni. Sintomatologia di ingresso:

     

    -disturbi intestinali: colite spastica, diverticolite ma la cosa curiosa era che <<il mio intestino era più lungo del normale e ingrossato>>.

     

    -tachicardia (per un’alterazione delle surrenali)

    -difese immunitarie basse (frequenti tonsilliti, bronchiti, raffreddori)

    -disturbi ginecologici

    -attacchi di panico

    -insonnia

    -segni sul suo volto per una paresi del lato destro

    -inoltre vomitava ogni mattina a digiuno succhi gastrici il che la faceva essere sottopeso (pesava 41 kg).

     

    Comincia il residence

    Durante quel periodo di residence, in cui “C” si è sottoposta ad una terapia integrata a Solinio, riprese a mangiare tutto quello che per anni le era stato vietato perchè aggravava lo stato di salute del suo intestino (Non poteva mangiare tutto ciò che contenesse glutine, pomodori, melanzane, peperoni, dolcetti di ogni genere e il caffè), ingrassò entrando finalmente nei valori del suo peso forma.

     

    C. Afferma alla fine del suo percorso:

    <<Con il passare dei mesi ho visto sciogliere i nervi del mio collo e  i blocchi muscolari ormai bloccati da più di un anno inseguito ad una paresi da raffreddamento, i miei tessuti non erano più flaccidi, la mia energia aumentava a tal punto da riprendere il mio amatissimo lavoro che necessita di una buona forza.>>

    Nel 2008 con gli ultimi controlli, radiografie e analisi il dottore la definì ”sana come un pesce”.

     

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