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	<title>Francesco Palmirotta Website</title>
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	<description>Ontosofia è: Andare a scuola dalla saggezza dell'essere in se per la gioia nella vita di ogni giorno</description>
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		<title>CONFERENCE 2010 SOLINIO VILLAGE</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 11:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egregi ,
chi vuole puo&#8217; partecipare con dei lavori alla International Conference del 2010 che si terra&#8217; a Solinio Village ovviamente supportata dai patrocini delle Istituzioni Nazionali ed in ternazionali del settore terapeutico , filosofico, ecosistemico, pedagogico ecc&#8230;..chi vuole puo&#8217; anche collaborare all&#8217;organizzazione della suddetta nello spirito della piu ampia liberta&#8217; di pensiero e azione. il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi ,<br />
chi vuole puo&#8217; partecipare con dei lavori alla International Conference del 2010 che si terra&#8217; a Solinio Village ovviamente supportata dai patrocini delle Istituzioni Nazionali ed in ternazionali del settore terapeutico , filosofico, ecosistemico, pedagogico ecc&#8230;..chi vuole puo&#8217; anche collaborare all&#8217;organizzazione della suddetta nello spirito della piu ampia liberta&#8217; di pensiero e azione. il titolo in inglese e&#8217; : &#8220;The Wisdom from the roots of Earth Civilizations: a path for the future generations.&#8221; &#8230;.in italiano :&#8221; La Saggezza dalle radici delle civilta&#8217; terrestri : una via per le generazioni future&#8221;.<br />
un caro saluto,<br />
Francesco , Prof. Palmirotta<br />
PS : ovviamente saranno presenti personalita&#8217; internazionali , maestri in Arte e Scienza</p>
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		<title>Ontosofia Psicosomatica: un approccio olistico alla terapia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jul 2006 08:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ontosofia Psicosomatica : un approccio olistico alla terapia
Quali motivazioni hanno indotto l’utilizzo dei termini Ontosofia e Psicosomatica per identificare un approccio terapeutico alla psicopatologia e ai diversi fenomeni di conversione che a volte accompagnano la crescita di un essere umano? Intendo trattare prima dal punto di vista storico ed epistemologico due significati di ONTOSOFIA e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ontosofia Psicosomatica : un approccio olistico alla terapia<br />
Quali motivazioni hanno indotto l’utilizzo dei termini Ontosofia e Psicosomatica per identificare un approccio terapeutico alla psicopatologia e ai diversi fenomeni di conversione che a volte accompagnano la crescita di un essere umano? Intendo trattare prima dal punto di vista storico ed epistemologico due significati di ONTOSOFIA e PSICOSOMATICA separatamente quindi proporre un interrelazione dei due esattamente come la vivo in psicoterapia. La trattazione seguente verte quindi sul:</p>
<p><strong>a)      Perché  l’ONTOSOFIA?<br />
b)      Perché la PSICOSOMATICA?</strong></p>
<p>In circa trent’anni di ricerca clinica e storico-filosofica sono giunto alla consapevole necessità che per spiegare il conio Ontosofia, si debbano  recuperare non soltanto il pensiero presocratico, ma anche alcuni elementi (storico-filosofici) di un’operazione di rimozione, di repressione etimologica che è stata fatta nel corso di alcuni millenni, per cui alcune parole sono state utilizzate erroneamente nel tempo o addirittura deprivate epistemicamente allontanate sempre più dal più completo significato originaro il quale, indubbiamente più ricco, consentiva una metamorfosi-mitopoietica o metemsomatosi – ontopoietica dell’energia intenzionale contenuta nella parola-verbo (logos); ciò è accaduto per portare solo alcuni esempi, alle parole : metodo, metafisica, psiche, soma, farmaco, terapia…mentre altre parole non meno importanti sono addirittura scomparse dall’uso comune e/o intellettuale lasciando inevitabilmente un vuoto di senso recuperato solo parzialmente da scoperte o nuove pratiche scientifiche tali sono ad es. engastrimuthoi (l’intelligenza-anima viscerale di Platone riscoperta da M.Gershon come cervello enterico-viscerale) , logotikoi ( la psiche-intelligenza che abita nella testa-cervello riscoperta da R.y Cajal), pneumatikoi ( la psiche che abita nel petto-pneuma, l’intelligenza delle cellule staminali che riparano autonomamente migrando ,quelle danneggiate del cuore), paideia ( il praticare la virtù nel proprio ciclo di vita per realizzarsi in un senso saggio-divino dell’esistenza e non per diventare Dio ) .<span id="more-69"></span><br />
Nella parola Ontosofia ritroviamo il concetto di saggezza dell’essere che si collega non solo al significato di queste parole nella filosofia presocratica  ma anche alla pratica della sophia come terapia presso gli antichi filosofi. Ciò nonostante l’ Ontosofia si ritrova apparentemente nella storia della cultura in epoca più recente ed ha subito una serie di vicissitudini particolarmente significative in relazione al discorso che andiamo facendo circa la fortuna dell’olismo nella cultura occidentale.</p>
<p>La parola Ontosofia è comparsa la prima volta in alcune opere di Caramuel y Lobkowitz, ed è stata ampiamente trattata nell’opera  “Metaphysica de ente, que rectius Ontosophia…” di Johann Clauberg nel 1647,quindi da A. Genovesi nel 1747; essa fu sostituita dal  termine Ontologia, introdotto come termine tecnico in filosofia da Jean Le Clerc o Ioannis Clericus nel secondo trattato intitolato “Ontologia sive de ente in genere” del 1722 e fu definitivamente sistematicamente legittimata nell’agone filosofico del tempo dal filosofo dogmatico razionalista Christian Wolff. Questi indirizzò anche i philosophers illuministi o l’anonimo autore che scrisse l’articolo “Ontologia” nella Encyclopaedia francese, che furono piuttosto acritici verso la “Filosofia prima sive ontologia” di Wolff  e presentarono il suo pensiero dogmatico come razionale pre-illuminista (Cfr. Ferrater-Mora). Cosi da Wolff in poi si eclissò ed oscurò per 300 anni e per la coscienza filosofica e scientifica dei nostri tempi, il senso dell’Ontosofia ed anche la pregnanza significante della Saggezza insita nella dimensione dell’Essere fu sostituìta nella comune linguistica filosofica con il termine Ontologia che si riferisce solo al discorso, al logos privo di logotikoi, alla parola-parlare dell’essere privato del proprio chi o soggettività motivante che la fonda .</p>
<p>Scrive Ferrater-Mora: “We may blame the French philosophes for lack of historical sense, if not historical information. But it may well happen that by 1765 Calovius, Caramuel, Clauberg, Micraelius, Chauvin et al., had already been forgotten, or else overshadowed by Wolff.”<br />
Quindi il termine “Sophos”, inteso come consapevolezza di un sapere- energia psichico ed intenzionale nel vivente o nel mondo della esistenza , nasce nella storia e nella cultura indoeuropea, prima di “Logos” ed ha un significato più esteso e più radicalmente cosmico ma è stata la Logia, neanche il Logos come suo principio etimo, ad assumere rilevanza nella scienza e nell’arte, nella letteratura e nella filosofia, nelle relazioni dialogiche, terapeutiche e non…. perdendosi via via nel nulla l’idea di un principio-fine sapiente che informava latente o patente il senso dei discorsi, dei conviti, delle azioni umane.<br />
L’ Ontosofia sarebbe potuta divenire una disciplina più comprensiva e comunque indipendente dalla Teologia cristiana (cattolico-protestante), e avrebbe potuto fondare la vera Metafisica in quanto prima filosofia almeno secondo quanto titola Clauberg e quanto afferma Genovesi circa un secolo dopo ma anche secondo il senso di ontos-olos-sophos presente alle origini della cultura occidentale in Parmenide, Pitagora. Omero, Esiodo, Talete ed altri antichi maestri .<br />
La rimozione-repressione dell’ontosofia, saggezza dell’essere, nella civiltà e nella storia, va di pari passo con l’espropriazione epistemica del senso di saggezza che dirime, l’intenzionalità ontopoietica verso il benessere salutare, psicosomatico delle individuazioni terapeuta-cliente nei settings terapeutici.</p>
<p>La Psicosomatica è uno stato dell’energia umana o vivente, “relativo al rapporto tra mente e corpo . I disturbi che hanno una componente fisiologica ma che si ritiene originano da uno stato emotivo del paziente,sono definiti come psicosomatici. (…)Questa separazione dell’essere umano è impensabile: non vi è patologia che si limiti alla sfera fisica senza influenzare anche quella emotiva. Sussiste sempre una stretta interazione anche se, in casi particolari, una patologia ad un esame superficiale, può sembrare interessare solo l’aspetto fisico o psichico .” (cfr.Taber Diz.Encicl. di Scienze Mediche ed.McGrow-Hill 1994 pag.1446). Nonostante il Medico tedesco G.Groddeck (1866-1934) venga notoriamente annoverato come il “Padre della Psicosomatica” , H.F.Dunbar negli Usa sin dagli anni 30 e F.Alexander nell’Europa degli anni 40 sono considerati gli iniziatori di questa disciplina a cavallo tra medicina e psicologia e più pertinente alla psicoterapia in quanto pratica clinica. Ma , da una ricerca approfondita svolta dal sottoscritto alcuni anni fa ne “I frammenti Pitagorici” di Timpanaro-Cardini ed. Nuova Italia, si rilevò in una nota che all’incirca 2500 anni fa, nella cultura del tempo (origini della cultura occidentale) in Magna Grecia, il termine “Psiche “ era interscambiabile col significato di “Soma” e viceversa . Da ciò la deduzione che esisteva nella classe intellettuale dei Pitagorici dell’epoca che influenzavano rilevantemente il comune senso del linguaggio e della cultura, l’idea di un tutt’uno (olos) “Psichesoma” che poi è stata scissa per varie ragioni nel corso della storia . Il fatto che Pitagora sia stato il primo a curare scientificamente con la musicoterapia i disturbi emotivi (o psicosomatici come riportato da F.Alexander) e Alcmeone medico (considerato il primo neurofisiologo della storia) ad enucleare la legge dell’isonomia (ciò che accade nel corpo individuale si riverbera nel corpo sociale e viceversa) ci dice che esisteva una coscienza più naturale e accreditata dell’unità Psichesoma.<br />
L’Ontosofia Psicosomatica ( presentata al V Congreso Mundial del Nino Aislado, Buenos Aires, patrocinato dall’UNICEF nel 1994 ;  al World Council of Psychotherapy Congress nel 1996 e al Congresso di Rifondazione della Psicologia Umanistica, “Old Saybrook II” presso la West Georgia State University, nel 2000 con la Presidenza dell’Emeritus PhD Mike Arons ) traduce il significato vetusto delle considerazioni suddette nella teoria-prassi psicoterapica  enucleata in quasi trenta anni di pratica  clinica e improntata ad una visione-azione olistica del benessere ontopoietico umano.  Si tratta di un approccio psico-somato-dinamico, inteso come processo continuo che va  dalla dimensione psichica alla dimensione corporea, alla realtà socio-ambientale in una circolarità o sfera d’azione olistico-ermeneutica e si basa su quattro argomentazioni :<br />
a) un assunto, già verificato nelle scienze fisiche, relativo all’esistenza di una tendenza all’ordine propria della materia, ossia la propensione alla configurazione formale, stabile di ogni elemento atomico e sub-atomico (principio all’auto-organizzazione della materia di E. Schrodinger che ispirò le ricerche sul DNA di Watson e Crick);<br />
b) la propensione all’autorganizzazione nella vita biologica che si può riconoscere nel principio di autopoiesi, scoperto da Maturana e Varela;<br />
c) in filosofia si può rintracciare nella Ontopoiesi di Husserl (ulteriormente teorizzata da A. Tymieniencka); in psicologia-psicoterapia, sia il motivo rogersiano della “Tendenza Attualizzante”, come propensione dell’organismo a realizzarsi in relazione al suo potenziale di crescita innato, sia la concezione dell’autorealizzazione di Maslow, quando afferma la presenza nell’individuo di un’attiva volontà che mira alla salute, un impulso alla crescita e all’attuazione delle potenzialità umane, richiedono a mio parere il senso di un sostrato-legge intrinseca che si può definire principio di Ontosofia Psicosomatica (OP) : la saggezza dell’essere umano in quanto individualità psiche-soma che in quanto olos-individuato tende all’armonia-omeostasi salutare dell’essere autorigenerantesi (ontopoiesi) . È un principio materia-forza-intelligenza ravvisabile anche nella teoria di Gaia di Lovelock, che ipotizza un unico sistema vivente in grado di autoregolare il clima e la composizione atmosferica, ma si individua anche nei processi di insight e negli stati di coscienza estatica in immagogia (Imagogy dal lat. Im-ago agisco da dentro, interiorità che diviene atto esistenziale).<br />
In particolare l’OP riprende le idee antiche e moderne di rapporto tra l’individuazione e il tutto e aggiunge la possibilità che l’Essere sia una legge psico-bio-fisica del tutto ecosistemico (olos) nella parte (essere-umano) e interagisca come sapere o conoscenza precostituita (DNA psichico) ossia visione-principio di saggezza nell’individuazione umana ricomponendo da una sfera d’azione intelligente ed intima il mondo della vita , l’Erlebnis nel Lebenswelt husserliano. Si pensi in altri termini al software che ricompone il DNA delle cellule continuamente insidiato dai raggi cosmici.</p>
<p>C’è sempre stata , in tutte le culture umane l’idea di un agente che crea o riordina dal caos , l’armonia delle forme, la civiltà greca sembra l’unica ad avere esplicitamente mitizzato un dio dell’amore creatore dell’universo e interagente continuamente nel mondo divino e umano come entità più potente di tutti gli dei non si può negare ormai che la “fioritura di arte e scienza dalla Grecia &#8211; Magna Grecia di 2500 anni fa, non ha avuto pari in alcuna altra civiltà umana” secondo Pugliese-Carratelli e questo si deve alla filosofia : saggezza d’amore o amore per la saggezza? Nella psicoterapia odierna può esserci, a mio parere, la dimensione aperta della ricerca- ritrovamento di quel motivante-corrispondente che fonda la creatività dell’autentico benessere di una civiltà.</p>
<p>Il terapeuta sa che deve “amare” il cliente (nel senso epistemologico di Eros_therapon e|o erota philosophon). Egli offre contro l’alienazione la profonda saggezza della sua Forza-Amore (cfr. il senso di filosofia in Pitagora). Da un lato ciò è, in qualche modo, assimilabile “all’accettazione incondizionata” del cliente di tipo rogersiano, dall’altro si collega all’antico costume dei medici, terapeuti e maestri dell’umanità che avevano una profonda formazione filosofica (gli agathoi iatroi in Platone), che implicava l’essere “amante della saggezza” insita nella vita (36).  Si ricollega inoltre alla psicologia esistenziale in quanto psicosintesi dell’essere noumenico (37). E’ questo il motivo per cui ritengo importante una formazione filosofico-psicoterapica  al fine di operare con saggezza psicosomatica e storico -esistenziale la realizzazione del mandato- cliente in psicoterapia.</p>
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		<title>Presentazione del Prof. Franco Selleri per la candidatura all’International Sigmund Freud Award</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 08:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei proporre la candidatura del dr. Francesco Palmirotta di Bari, Italy all’International Sigmund Freud Award for Psychotherapy of The City of Vienna per il gran numero di casi da lui risolti durante i 20 anni di attività.
Essendo un fisico teorico ricordo l’impressione negativa di circa 10 anni fa quando lessi il libro frutto, nel 1952, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei proporre la candidatura del dr. Francesco Palmirotta di Bari, Italy all’International Sigmund Freud Award for Psychotherapy of The City of Vienna per il gran numero di casi da lui risolti durante i 20 anni di attività.</p>
<p>Essendo un fisico teorico ricordo l’impressione negativa di circa 10 anni fa quando lessi il libro frutto, nel 1952, della collaborazione fra il fisico Wolfgang Pauli e lo psicoterapeuta Carl Gustav Jung Natureklaerung und Psyche.</p>
<p>Quel libro difendeva delle tesi alquanto irrazionali riguardanti le esperienze mistiche e sovrannaturali della nostra mente.<span id="more-66"></span></p>
<p>Alquanto diverso e pi attraente per me l’ideologia che viene fuori dalle mie discussioni con Palmirotta.</p>
<p>Egli insegue una forma di realtà che egli intravede chiaramente nel paziente e che in qualche modo si interpone tra la dura realtà oggettiva della Fisica Classica e la Realtà Psichica conscia delle nostre menti. Questo viene percepito come realtà psicosomatica capace di agire sul soma e di restaurare un ordine naturale che stato disassemblato da innaturali eventi precedenti.</p>
<p>Agendo sulla psiche sembra possibile, almeno in alcuni casi, guarire malattie concrete nelle diverse parti del corpo!</p>
<p>Il punto che vorrei sottolineare che leggendo il libro di Palmirotta Psicoterapia e Musicoterapia. Indagini e casi risolti e discutendone con l’autore mi sono completamente convinto circa l’efficacia della sua terapia. Egli interagisce con il paziente parlando, chiedendo, rispondendo, consigliando, e quasi inseguendo quell’entità fluido-reale (che ho cercato di descrivere prima) della personalità del paziente che rifiuta di essere pienamente afferrata. Quando egli sente di avere la patologia psichica-psicosomatica almeno parzialmente sotto controllo, il paziente inizia a sentirsi meglio. Per queste ragioni i risultati di Palmirotta possono essere classificati sotto il titolo Progetti eccezionali nello sviluppo della Psicoterapia.</p>
<p>Le persone al di fuori del contesto psicoterapico (familiari e non) con una forma di legame (affettivo) con il paziente spesso sembrano prendersela con l’attività terapeutica in quanto la loro influenza sul paziente rischia di essere diminuita. Questo aggiunge nuove difficoltà al terapeuta.</p>
<p>Conoscendo la storia personale della madre di Francesco Palmirotta (con cui lui ha vissuto per diciassette anni), diagnosticata come affetta da schizofrenia maniaco-depressiva e che si suicida io ho realizzato che Palmirotta nel suo campo conosce la realtà (psichica e psicosomatica) dalla saggezza del suo dolore ed evidente che la sua capacità di trattare le forme disarmoniche derivano dal durissimo training della sua stessa esistenza.</p>
<p>Il successo lampante dell’approccio di Palmirotta richiede una spiegazione, naturalmente, ed stata la necessità di trovarla il motivo per cui lui ed io decidemmo di discutere la questione. Le nostre discussioni sono state di grande interesse per me ma dovemmo renderci conto che la scienza moderna tuttora abbastanza primitiva, lungi dall’essere conclusa come sostengono alcuni. Il riduzionismo dovrebbe essere valido a livello ontologico, ma un esperto di atomi e nuclei che di questi tempi cerca di risolvere problemi di psicologia si trova a fare un’attività molto difficile e frustrante.</p>
<p>L’unica idea che potevo adottare era di considerare la probabile esistenza nella natura delle onde quantiche associate con le entità subatomiche. Infatti ogni oggetto atomico e subatomico (fotoni, elettroni, protoni, ecc..) ha una doppia natura in quanto dimostra sia proprietà localizzate (corpuscoli) che estese (ondulatorie).</p>
<p>La Scuola di Copenhagen vide in questo una limitazione fondamentale della nostra capacità di comprensione della natura, ma altri grandi fisici (Einstein, De Broglie, Bhom, Bell) considerarono questa dualità onda/particella come qualcosa di obiettivamente reale. Essendo simpatizzante di quest’ultimo punto di vista, mi capitò di pensare che se le onde quantiche degli elettroni presenti nelle strutture del nostro cervello potessero diventare coerenti luna con l’altra, allora l’entità fluida da F. Palmirotta denominata principio di Ontosofia Psicosomatica e da lui considerata in qualche modo reale potrebbe avere un fondamento fisico.</p>
<p>A certificazione di una tale spiegazione sarebbe il fatto che le armoniose e coerenti onde sonore sembrano avere un effetto benefico contro la scissione dell’entità psicosomatica (i successi della Musicoterapia di Palmirotta).</p>
<p>Ma questa una mera congettura che richiederebbe molta sperimentazione prima che possa essere concessa ad essa qualunque attribuzione di certezza circa i successi .</p>
<p>Tornando al libro di Palmirotta Musicoterapia e Psicoterapia. Indagini e casi risolti c qualcosa che forse dovrei menzionare: esso non presenta una catena trionfalistica di successi ma al contrario esso sembra essere una fedele e obiettiva descrizione della complessità dell’attività terapeutica. Ci che mi ha attratto all’inizio stata l’missione di alcuni errori; questo un uomo buono che non mente, mi sono detto.</p>
<p>Mi si permetta di concludere dicendo che Francesco Palmirotta ha una personalità veramente seria e attenta attraverso cui ha costruito un approccio di pieno successo ai problemi psichici e psicosomatici. Per questa ragione, secondo la mia opinione, egli merita di ricevere un importante riconoscimento come il premio Sigmund Freud.</p>
<p>Franco Selleri</p>
<p>ordinario di Fisica Teorica</p>
<p>Dipartimento di Fisica</p>
<p>Università di Bari</p>
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