E Anima, principio di autorganizzazione della materia vivente e non, sciogliendosi dal proprio inizio ,cercava attraverso le stelle, galassie, universi incontaminati, il senso del suo andare, il motivo del suo esistere poiché l'essere se stessa non le bastava per affermare il perché della vita, il valore di quell'immenso che le toccava, di quei granelli d'acqua pura che come luminose comete le scivolavano fra le dita: "L'Eterno è presente - pensava- eppure come un padre, non si pensa quando ama il crearsi della vita!"
Francesco Palmirotta
  • I genitori costituiscono più un parametro per l’istinto di vita del neonato che non un bisogno affettivo. La nostra cultura tende a privilegiare l’attaccamento affettivo tra genitori e figli invece che il reciproco giuoco di autorealizzazione.
    L’eros o principio del piacere si realizza nell’azione dell’Io e non in un preteso amore-legame tra genitori e figli.
    Dissacrare l’amore della “famiglia” significa consacrare la soggettività (intersoggettiva dell’Eros in quanto Istinto di vita dell’individuo che apre il Senso della vita all’Umanità).
    L’espressione “morte della famiglia” deve intendersi come morte del potere immaturo e antivita che si maschera nel nome della famiglia e non in senso letterale: significa morte della schizofrenogenia della famiglia.
    “Può essere importante cominciare a vedere le cose (i sistemi ideologici, le istituzioni, ecc.) secondo una funzionalità antropologicodinamica anche per i modelli di vita di epoche che una visione storica già programmata ha bocciato. Nell’ambito di una antropologia “dinamista”, di un’antropologia che riprende dal «marxismo la sua esigenza dinamica e critica, dal freudismo il suo impulso alla ricerca delle strutture e dei significati mascherati» diviene pertanto indispensabile nell’analisi della consistenza della storia specifica di formazioni socio-economiche e culturali differenti, considerare la realtà essenzialmente problematica dei vari sistemi societari, che interpretazioni strutturali troppo rigide hanno frettolosamente condannato ad un eterno presente etnografico.
    ” Nei tre saggi sulla teoria sessuale, Freud dice: “Sembra certo che il neonato porti con sè i germi di impulsi sessuali che per un certo periodo continuano a svilupparsi, ma poi subiscono una repressione sempre crescente.
    E’ forse la formulazione più chiara della prima presenza della pulsione sessuale (libido) nel bambino, il primo apparire quindi di quella che per Freud è l’energia primaria di fondamento della vita: “Ci si può chiedere se, introducendo in ‘al di là del principio del piacere’, la nozione di Eros come principio fondamentale delle pulsioni della vita, come tendenza degli organismi a mantenere la coesione della sostanza vivente e a creare nuove unità, Freud non abbia cercato di ritrovare sul piano di una unità biologica la dimensione soggettiva e qualitativa che era originariamente inerente alla nozione di libido.
    Non intendo addentrarmi nei meandri delle multiformi concezioni psicoanalitiche ma soltanto sottolineare che la libido è energia presente nel neonato, istinto, forza autopoietica agente nello sfondo delle pulsioni concrete che l’Es sciorina, realizzandosi, incanalando il proprio quantico energetico.

    (Premessa del libro Il senso della Famiglia nell’individuazione Ontico Esistenziale Dott. Francesco Palmirotta)

    copyright by Francesco Palmirotta