la crisi

La crisi che deve ancora venire è quella delle coscienze:
quando tutti quelli che hanno creato l’inquinamento delle acque,degli alimenti, dei vestiti,delle relazioni umane del rapporto con la natura , con gli animali, con le piante, del senso del lavoro, del senso del divino qui adesso e oltre la vita individuale ,mistificando il senso della storia dei popoli,mescolando l’inquinamento dell’aria con quello degli organi degli esseri umani…. quando quei personaggi ,quei governanti , quei ministri religiosi e laici avranno i risultati di tutto il loro inquinamento e si chiederanno:” ma chi me l’ha fatto fare? ma perché ho fatto questo?”… Si troveranno di fronte alla propria coscienza soli !…. prima dell’imminente morte di essa stessa, e percepiranno di aver bruciato il senso di molte vite oltre che della propria esistenza! Allora con tutti i risultati delle analisi tecnologiche che denunceranno la loro insipienza, la loro incapacità nell’amministrare il bene del diritto e della cosa pubblica, la loro deficienza mentale,la loro schizofrenia dalla terra ,dall’ambiente, dalla saggezza del pianeta e dell’ecosistema,…. sapranno di non aver saputo amare il dono della terra ,della vita che fu loro concesso e, sapranno di non essere amati per il danno irreparabile che avranno perpetrato….
e torneranno senza pace a mescolarsi nella materia senza piu tempo per essere vivi.

Controllori umanoidi

Esseri umani resi umanoidi Controllati condizionati schiavizzati da sistemi alienanti che ci privano il senso della vita, del lavoro, l’amore , l’amicizia , ci privano dei valori umani della nostra terra. Gli scandali dell’NSA degli Stati Uniti che hanno spiato UE e 80 ambasciate denunciati da Snowden e wikileaks , gli scandali del Vaticano della pedofilia scandali delle guerre delle armi vendute per commettere genocidi gli scandali delle case farmaceutiche di scandali della sanità in Italia e all’estero di scandali della tratta di bambini per la vendita degli organi di scandali delle navi dei veleni affondate dalla mafia e dalla camorra nel Mediterraneo l’inquinamento della terra e l’infelicità creata a tutti i popoli in nome di una vita ultraterrena di un’anima che non è stata mai dimostrata di un senso di valore che non è stato mai completamente coerentemente eticamente attuato specialmente da chi ha governato i destini di intere nazioni nel corso della storia. Una scienza della salute che non indaga le cause delle malattie e apparentemente cura gli effetti ma non fa altro che inoculare vaccini al mercurio, veleni contro morbi che non sono esattamente il risultato della natura dell’essere umano quanto piuttosto della cupidigia di ministri e malfattori. Gli scandali della OMS organizzazione mondiale della sanità, gli scandali della finanza dell’economia, l’allontanamento e il distacco dal senso della terra per coltivare gli ortaggi kilometro zero, le politiche antipedagogiche nelle scuole di ogni regime, la negazione della saggezza dell’arte e della scienza figlie della natura, l’inscatolamento della coscienze negli appartamenti urbani e nella auto in colonna per gli uffici o le vacanze, gli eventi del riscaldamento globale l’aumento di tutti terremoti e di tutte le forme di alterazione del clima terrestre la biodiversità eliminata da tutte le interferenze radio televisive le api che muoiono, l’indifferenza con cui i paesi produttoridi maggior inquinamento Stati Uniti Cina Canada non firmano gli il protocollo di Kyoto le leggi importanti con cui si assumerebbero responsabilità e decisioni definitive realizzanti il cambiamento di tutto il versante dell’azione inquinante.

Tutte queste cose e altre, sono la dimostrazione che esiste il veleno di una serpe di alienazione che si è infiltrata nella mente nelle coscienze subdolamente negli inconsci degli esseri umani da alcuni millenni

Anima

Anima
Forse sei fatta d’acqua , forse di aria , o di terra o di fuoco…
Forse sei l’onda gravitazionale tra sole e terra
Forse sei l’etere dell’universo o anche il flogisto e la pietra filosofale
Anima , sei l’unità criogenetica della vita?
Anima , sei forse la malattia di psichiatri e psicanalisti?
Anima mia sei la saggezza di tutti i filosofi e di tutti i pensieri in scienza ed arte
Anima sei adesso o dopo la morte?
Anima chi ti ha scoperto sa chi sei
anche se non sa spiegarlo a volte
Anima bella sapere che esisti
è la lieta novella di ogni giorno in questa vita
Anima del tutto e anima nostra e mia
Se non fossi vera come potrei formulare la tua idea
Se non fossi tu a farti pensare prima di ogni pensiero!
Se non fossi tu a farmi sognare vero
Anima ,anima, anima, figlia sorella e madre dell’essere mio nell’essere tuo
Anima che sei perché l’animare è il verbo che rende la tua evidenza di realtà esistente …
Sia quando muovi gli elettroni intorno al nucleo dell’atomo che quando esplodono vulcani e tifoni
Anima che sei ciò che non sei quando l’agnostico , il nichilista, il dogmatico, l’integralista , il qualunquista … pensano di non sapere che ci sei e quando il non pensare provoca la tua presenza
Anima dell’essenza!

foglie di vite

Foglie di vite Ubriacandomi del senso di sopra,

Depongo ai piedi della tua montagna,

L’atto inesploso della virginea potenza.

Grappoli di motivi slanciano

Note e richiami sui declivi

Di questa saporita amicizia Sotto le stelle d’agosto.

Tu mi inciti al sapere inconscio

Che io so di contenere.

Raccolto il mio destriero

Scavalco le ultime ombre

Che dividono Dioniso Dall’uva e trangugio d’un fiato Le membra estatiche del corpo…

Assopito nel sogno terreno Dell’anima mundi….

Quante vite per cogliere il senso,

Quanti attimi sprecati nell’universo

Dove tutto ritorna ed eccede Il nativo viandante che si vuole

Ameno a coltivare un bicchier divino Ah!

Foglie di vite mature!!! Quanti grappoli create, Quanti amori negate, Quante arti coltivate, Quante scienze illuminate!

Perseo sciorina stelle plaudenti,

E in queste notti blu, Le vite scorrono sempre più…

Come comete sazie di sole,

Come galassie immote,

Come uccelli di rovo a domandare

Se i chicchi di more Son cellule di vita create In simiglianza ….

dall’artista recondito

Che alberga il divino , sornione, Sprezzante e , visto e non visto,

S’imbarba di cicli ed eoni

Quanto Giove pianeta di fulmini e tuoni!

Ma tu , tu che mi leggi e non osi ,

Tu che senti e non odi il rimestio Delle viscere quando anima Stravolge i dettati,

Tu, signore o demone che intrighi,

Fatti na bevuta!!!!

Psicosomatica nel Morbo di Crohn

 

Riporto la  testimonianza scientifica di una mia paziente, per quanto riguardante la gestione dell’energia- salute e della realizzazione. In genere i giovani sono protesi verso la conoscenza dei segreti, trucchi e strategie più immediate e veloci di realizzazione sociale, storica, economica e affettiva. A causa di questa fretta, che raccoglie velocemente il senso delle cose, viene ad innestarsi, su un utilitarismo di tipo materialistico, un processo di alterazione della percezione della realtà delle cose in sé e del loro senso. Ogni generazione giovanile ha davanti a sé l’intera vita. Questo la porta a non preoccuparsi del decadimento della propria unità energetica trovandosi, al momento, in una fase di fioritura. Non valuta l’importanza della consapevolezza dell’alterazione che è innestata nel sistema sociale umano, dall’inizio della storia della civiltà dell’uomo. Questa alterazione progredisce con il progredire del sistema sociale. Man mano che ci si avvicina all’età adulta, l’essere umano si accorge che deve lasciare tutto, compreso il proprio corpo. Comincia, così, a concentrarsi su idee eterne quasi a voler procrastinare il senso della propria vita o di raccoglierlo e farlo scorrere oltre il limite del proprio ciclo esistenziale. In uno dei precetti pitagorici viene riportato di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo della vita. Se così fosse ognuno comincerebbe a pensare di cogliere tutti i piaceri possibili in una giornata, ognuno  secondo i suoi desideri e vocazioni. L’ultimo giorno diventerebbe così una sorta di test di verifica dei vari condizionamenti incamerati da ogni individualità. Vi sono individui che si muovono pensando ogni giorno come un intero ciclo della propria vita: pensano di nascere, compiere opere significative che diano il senso della loro presenza di vivente e, senza necessariamente preoccuparsi di ciò che sia l’alidilà, si volgono  indietro beandosi delle loro umane opere positive e degli sforzi che hanno fatto per salvare la vita. Nasce in loro la consapevolezza, che ciò che sarà oltre anche senza di loro, conterrà il seme di quella vita sana, positiva e bella a cui loro hanno dato impulso. Ci sono coscienze così interne al loro atto vivente che , per dimostrare il senso del loro essere qui ed oltre, non hanno bisogno di chiedersi se ci sia un paradiso, un purgatorio o un inferno. Non si tratta di coscienze atee o materialiste, ma sono coscienze che trapassano gli spazi-tempo restando nella memoria di generazioni di atomi ed elettroni materiali. Queste coscienze sopravvivono nell’eternità e sognando realizzano il futuro dell’armonia della propria terra, della loro filiazione indipendentemente dal fatto che i figli provengano dai propri ovuli o spermatozoi. Sono coscienze che concepiscono la filiazione psichica, la concezione dell’essere che è prima, durante ed oltre il proprio io. Questa memoria non è una memoria cerebrale, rimane impressa nel bios di ognuno, nelle proprie cellule, nel bio-logos, nel principio della vita. Questi vissuti hanno la capacità di migrare nel continuo del senso della vita creando una metamorfosi che supera la fissità del condizionamento del non-senso che altera la percezione del mondo.

Il bio-vissuto è “nel durante” dell’esperienza che non rimane circoscritta al momento ma si espande in tutto l’ambiente dove l’esperienza è avvenuta; ambiente che sopravviverà alla mia esistenza e, per quanto possa sembrare assurdo, io ho contribuito alla continuità del loro senso raccogliendo la continuità del mio senso. Ognuno di noi costituisce la particella necessaria perché possa verificarsi il passaggio del senso in quel dato posto ed in quel momento. Qui respira la Saggezza dell’Essere.

I giovani tendono a riposare le membra dell’intelletto sotto le coltri del senso comune che, molte volte, è la risultante di ciò che non si vede. Quando ci si ritrova nel chiasso della disarmonia anelando la pace, il silenzio, solo allora nasce spontaneo il perché della potenzialità dell’Io sono, dell’essere nell’Io. Oggi, questa teoria, può dimostrarsi riuscita nella gestione della salute cellulare. Adesso ascolteremo un’esperienza che può sottolineare il significato dell’idea, il valore della teoria ossia del principio di OP. è un principio autogeno distillato continuamente che và ricercato per essere ritrovato continuamente. Quando questo avviene non ci si può esimere dal trasmetterlo agli altri esseri umani. È una molla etica perenne, che dura tutta la vita in quanto non ha scopi parziali e limitati, per questo si inalvea nel continuum del fiume eracliteo, nel panta rei, risolvendo il problema del divenire nell’essere.Parla tu adesso.

A.: stavo pensando ai ragazzi, ai giovani che, anche se inconsapevolmente sono anch’essi nell’”Io sono ora”. Tutti siamo stati giovani e ci ricordiamo di come eravamo fissati nel proprio “io ora” anche se alienato dalle proposte della società. Ma poi si cresce, si comincia a pensare a ciò che ci sarà dopo. Quando si è giovani si ha un certo tipo di energia, con l’avanzare della maturità la nostra energia muta, sia fisicamente che intellettualmente. Siamo in realtà composti di energia spirituale che permane anche quando il nostro corpo fisico non c’è più. Nulla si crea e nulla si distrugge. Il senso, che ci vede passare, resta. Questo è secondo me, un principio di armonia universale. Il mio sentirmi Uno, qui ed adesso è universale. Oggi nel mio tutt’uno non mi sento soltanto : ora e qui, io non sono soltanto io ora e qui, ma ho anche il mio posto nell’universo e mi sento un tutt’uno ora con l’universo e tra 1000 anni.

F.P. cosa è successo nella terapia tra me e te?

A. a causa di un mio problema fisico, una malattia sopraggiunta improvvisamente per la quale i medici non avevano rimedio nonostante siano molte le persone che ad oggi si ammalano. Una malattia che può portare alla morte in quanto è necessario periodicamente sottoporsi a svariati interventi chirurgici. Il morbo di Chron.

f.p. tu ti sei mai sottoposta ad interventi chirurgici?

A. no, mai ho sempre cercato di evitare. Io mi sono prefissa questa meta. La scintilla dell’idea, del mio pensiero è stata sempre quella di negare al morbo di Chron questa opportunità

F.P. quindi hai visto la malattia come una sorta di sistema alieno introdotto innanzi tutto nella psiche

A. inevitabilmente si. Nei due anni precedenti alla tua conoscenza, quando mi hanno diagnosticato la malattia, io davvero l’ho vissuta come la malattia della “mia materia”

F.P. quindi la vivevi come una tua deficienza, qualcosa che in te non funzionava, qualcosa di definitivamente tarato nella tua energia biologica.

A. si esattamente e questo mi ha comportato l’alimentazione della malattia. Facendola vivere nelle tue cellule inevitabilmente la alimenti

F.P. quindi quando l’individuo accetta che il male dipende da lui, dal suo corpo, ha la sensazione di essere condannato, di non poter fare nulla per cambiare la situazione in quanto deficiente di quelle energie che invece hanno le persone “sane”. Si ha la sensazione di non poterlo eliminare mai. Rispetto allo stato iniziale, tu come stai adesso? Parliamo del prima di conoscerci, del durante e del dopo.

A. quando ho conosciuto te e la musicoterapia, ho trovato qualcuno che mi spiegasse, verbalmente e non solo, che il tuo corpo e la tua psiche sono la stessa cosa, tutto è cambiato. Grazie alla coscienza dell’Io ora e qui, all’inetnzionalità di volere essere e voler far sapere agli altri che anche loro sono, ha fatto scattare una molla risolutiva

F.P. la molla è scattata nelle tue cellule?

A. certo proprio perché, nella tua intuizione, comprendi che la mente può agire sul tuo corpo. Sappiamo ben poco delle nostre potenzialità.

F.P. questo è accaduto dopo che ci siamo incontrati. Con quali sintomi sei arrivata da me?

A. dolori continui alla zona addominale, febbre, astenia, anemia, allergie respiratorie. Avevo la diagnosi di tutto. Nel mio intestino a causa del morbo, si era sviluppata  un’infiammazione perenne e cronica che mi aveva procurato l’ispessimento e l’irrigidimento della zona dell’intestino infiammata. Questo mi portava un’alterazione nell’assimilazione dei cibi e tutto il resto.

F.P. adesso come stai?

A. io sto bene, nonostante la malattia stia lì. Ma sta lì, non in me.

F.P. prendi ancora farmaci?

A. i farmaci non sono curativi, quelli si prendono nel caso la malattia si acuisca. I farmaci che vengono somministrati per contenere il morbo, sono di tipo cautelativo nel senso che possono allontanare determinati disturbi nel tempo. Ma non sono curativi. Io prendo questi, ma non li prendo sempre.

F.P. quando ricorri ai farmaci?

A. non c’è un momento preciso. Per due anni non li ho presi, quando facevo psicoterapia con te e non accadde nulla. Mi sembrava incoerente prendere i farmaci con quello che stavo facendo, con il cammino verso la consapevolezza dell’autoguarigione.

F.P. ogni quanto tempo ci siamo visti?

A. dopo il periodo intensivo del corso, abbiamo avuto incontri sporadici. Si comincia a considerare la malattia sotto un’altra forma, la si considera fuori e non dentro. Cambia la tua visione, cambi tu ed il modo di vedere la vita ed il sistema. Io ricordo una delle prime volte che mi incontrai con te, tu mi dicevi sempre che la mia vita dovesse cambiare. Io non riuscivo a capire cosa volesse dire, ma la mia vita è cambiata davvero pur rimanendo nella stessa casa, con lo stesso lavoro, con lo stesso marito. Il modo di sentire ed utilizzare le cose è cambiato. La malattia come un’opportunità per cambiare se stessi ed aiutare gli altri. Io ho sempre rifiutato quello che la medicina mi diceva cioè che avrei dovuto convivere con la malattia. Ho fatto parte di una sperimentazione per il test di un nuovo prodotto. Mi diedero una scatola bianca senza dire cosa ci fosse dentro. Ogni volta che lo prendevo io stavo peggio di prima ed i medici non mi credevano. Così uscii dal protocollo. Scontrarsi con il sistema medico è difficile anche perché non puoi dire nei minimi dettagli il percorso che stai intraprendendo, perché  cercano di convincerti che sei un incosciente che sta abbandonando la retta via…

F.P. la consapevolezza di A, è che quel morbo non le appartiene non fa parte della sua psicobiologia. Normalmente il sistema medico non accetta l’integrazione di psicoterapia e farmacologia, per motivi economici, perché ovviamente, prendendo meno farmaci, fa diminuire i guadagni delle case farmaceutiche.  Lei ha rinnovato la sua vita. Parliamo dei sogni. Lei mi portò un sogno all’inizio del nostro rapporto terapeutico. Lo vuoi raccontare?

A. si è un fatto realmente accaduto 47 anni fa. Quando io avevo 3 anni, mia madre partorì 2 gemelli che morirono entrambi. Io ricordo perfettamente il funerale dei gemelli. Quando cominciai la psicoterapia, feci questo sogno. Nel sogno io vengo svegliata da mia nonna che mi dice di sbrigarmi che è morto mio fartello. È esattamente ciò che accadde 47 anni fa.

F.P. cosa avevano a che fare questi due gemelli con il sistema viscerale?

A. all’epoca chi aveva due gemelli e aveva bisogno di un sostegno per tirarli su, riceveva un aiuto dal sistema sanitario, latte, biscotti. Questi gemelli ebbero un’intossicazione, furono avvelenati. I miei genitori furono accusati di avere pesticidi in casa, di entrarci con l’avvelenamento. Poi furono analizzati gli alimenti dell’ufficio sanitario e non si ebbe più notizia. Probabilmente erano scaduti, andati a male.

F.P. il sistema medico di allora introdusse nella madre di A. che il problema dei bambini dipendesse dai genitori. Questo innesco è passato dalla mamma di A, a lei. Esiste la iatrogenesi delle malattie, cioè malattie procurate dal modo in cui il medico, in alcuni stati acuti del tuo malessere, pensa te ed il tuo stato di salute, se ti dà una condanna o un’assoluzione alla malattia. Questa diagnosi si scrive nelle cellule e prolifica. Ma se viene recepita, l’individuo si oppone, lotta elimina la diagnosi e dimostra che non è finita.

( allievo) Se la malattia è fuori dall’essere umano, cosa è che è dentro l’essere umano che lo fa soffrire?

F.P. È la stessa cosa che lo fa gioire è un impulso unico, formidabile, il diritto di esistere e di essere individui. Ma noi veniamo continuamente spostati fuori, nell’opinione della nostra immagine, quanto si è belli, alti, magri etc….il “ chi sono” viene sempre messo in secondo piano, nonostante di recente, alcuni filosofi hanno dimostrato che è l’essere umano che fa la realtà. La realtà è costituita da un                 “ accordo”, armonia psicosomatica, tra due o più essere umani. Noi possiamo costruire una strega, un demone od un santo a seconda del tipo di accordo che, in un contesto, noi facciamo con glia altri. L’ordine ed il disordine in un individuo, nella società, non è mai risultato di un singolo individuo, ma di un insieme di individui. Questo lo riscontriamo in tutte le situazioni aberranti, dittatori, dittatori religiosi, papi. Il primo condizionamento che viene fatto all’essere umano è : “ tu da solo non sei nessuno” quindi viene spinto fin da piccolo, ad aggregarsi a qualcosa, a qualcuno per acquistare un valore di vivente.

( allievo) c’è stato un momento, forse un sogno, in cui tu hai percepito il retrocedere della malattia?

A.Si, c’è stato un sogno. Sognai una zattera sulla quale c’era un corno enorme, quasi come una nave. Io non so nuotare ma nel sogno portavo a riva la zattera ed il corno. Poi Franco mi ha aiutato a capire che il processo inverso era già cominciato, soltanto che consciamente non lo si percepisce. Solo la tua psiche lo sapeva e lo comunica nel sogno. Inevitabilmente la nostra parte intelligente oltre la nostra volontà, lavora per ristabilire il nostro benessere, prima che noi ne siamo consci. Qualcosa muta subito, in modo silente e poi si manifesta e tu cominci a collegare, capire e cambiare.

F.P. la parte non ossea di noi, presa dal mare della sua energia, viene portato a riva e viene depositato. Questo è il sogno. Depositare a riva, ancorare e fermare senza farlo vagare libero di inquinare il mare della sua energia. Ma c’è il sogno dello sciamano ancora più interessante e non finito

A no, non finirà mai. È un sogno lunghissimo. Cominciava con delle sfere e dei palloni bianchi. Vedevo uno sciamano ucciso, pulivo la stanza di quest’uomo e improvvisamente mi trovavo con una ragazza moribonda che si alza al suono di un bastone, quello dello sciamano. Lo spirito dello sciamano era ancora vivo. Poi troviamo un bambino al quale volevano fare iniezioni e noi lo portavamo via.

F.P. A ha anche aiutato i suoi figli a risolvere problemi psicosomatici, sinusite ed altro. Suo figlio che soffriva parecchio, a causa di questo non avrebbe potuto volare in aereonautica, dopo la psicoterapia, non aveva più nulla ed oggi è un pilota. Suo figlio per il diploma fece una tesi sull’ontosofia psicosomatica.  Tu avevi  dolori forti lancinanti vero?

A. si, ma adesso non è così, io adesso lo gestisco, lo allontano, lo elimino, lo penso e lo elimini

F.P. lei lo elimina non si auto convince che non c’è ma lo elimina con un atto psichico intenzionale e ricompone l’armonia delle cellule. Questa è la differenza tra il processo medico e quello psicoterapico.

A. da quando ho scoperto la malattia, io non ho mai preso un antidolorifico, un antibiotico, un FAN. A prescindere dal morbo di Chron, quando ho la febbre io non prendo mai nulla.

F.P. la malattia o il benessere sono funzioni di informazione delle cellule. L’ontosofia psicosomatica ripristina l’informazione di benessere. La cosa terribile è che tutti i sistemi che siano politici, economici, religiosi etc tendono a sottovalutare questa evidenza, cioè che malattia e benessere sono dovute ad informazioni sane o malate. Questa legge è l’interferenza del sistema alienante, bino o trino ( doppio o triplo pensiero) che si sovrappone alla naturale quintessenza dell’individuo. Il diavolo per i cristiani, in altre culture è il mostro, Ade, il Leviatano, Anubi. Tutte le forme sia religiose che mitologiche rappresentano l’alterità ed evidenziano ciò che non è umano. Costruire il senso dell’essere umano è importantissimo al di là di ogni fissazione in qualche paradigma. Perché Freud non ha mai risolto un caso? Perché non hanno mai utilizzato l’Eros Therapon, è una legge fisica. Lo spazio ed il tempo non esistono più, ma esiste soltanto l’informazione che si dà che prescinde dall’incontro fisico terapeuta-paziente.

Vivere il senso

 

In genere i giovani sono protesi verso la conoscenza dei segreti, trucchi e strategie più immediate e veloci di realizzazione sociale, storica, economica e affettiva. A causa di questa fretta, che raccoglie velocemente il senso delle cose, viene ad innestarsi, su un utilitarismo di tipo materialistico, un processo di alterazione della percezione della realtà delle cose in sé e del loro senso. Ogni generazione giovanile ha davanti a sé l’intera vita. Questo la porta a non preoccuparsi del decadimento della propria unità energetica trovandosi, al momento, in una fase di fioritura. Non valuta l’importanza della consapevolezza dell’alterazione che è innestata nel sistema sociale umano, dall’inizio della storia della civiltà dell’uomo. Questa alterazione progredisce con il progredire del sistema sociale. Man mano che ci si avvicina all’età adulta, l’essere umano si accorge che deve lasciare tutto, compreso il proprio corpo. Comincia, così, a concentrarsi su idee eterne quasi a voler procrastinare il senso della propria vita o di raccoglierlo e farlo scorrere oltre il limite del proprio ciclo esistenziale. In uno dei precetti pitagorici viene riportato di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo della vita. Se così fosse ognuno comincerebbe a pensare di cogliere tutti i piaceri possibili in una giornata, ognuno  secondo i suoi desideri e vocazioni. L’ultimo giorno diventerebbe così una sorta di test di verifica dei vari condizionamenti incamerati da ogni individualità. Vi sono individui che si muovono pensando ogni giorno come un intero ciclo della propria vita: pensano di nascere, compiere opere significative che diano il senso della loro presenza di vivente e, senza necessariamente preoccuparsi di ciò che sia l’alidilà, si volgono  indietro beandosi delle loro umane opere positive e degli sforzi che hanno fatto per salvare la vita. Nasce in loro la consapevolezza, che ciò che sarà oltre anche senza di loro, conterrà il seme di quella vita sana, positiva e bella a cui loro hanno dato impulso. Ci sono coscienze così interne al loro atto vivente che , per dimostrare il senso del loro essere qui ed oltre, non hanno bisogno di chiedersi se ci sia un paradiso, un purgatorio o un inferno. Non si tratta di coscienze atee o materialiste, ma sono coscienze che trapassano gli spazi-tempo restando nella memoria di generazioni di atomi ed elettroni materiali. Queste coscienze sopravvivono nell’eternità e sognando realizzano il futuro dell’armonia della propria terra, della loro filiazione indipendentemente dal fatto che i figli provengano dai propri ovuli o spermatozoi. Sono coscienze che concepiscono la filiazione psichica, la concezione dell’essere che è prima, durante ed oltre il proprio io. Questa memoria non è una memoria cerebrale, rimane impressa nel bios di ognuno, nelle proprie cellule, nel bio-logos, nel principio della vita. Questi vissuti hanno la capacità di migrare nel continuo del senso della vita creando una metamorfosi che supera la fissità del condizionamento del non-senso che altera la percezione del mondo.

Il bio-vissuto è “nel durante” dell’esperienza che non rimane circoscritta al momento ma si espande in tutto l’ambiente dove l’esperienza è avvenuta; ambiente che sopravviverà alla mia esistenza e, per quanto possa sembrare assurdo, io ho contribuito alla continuità del loro senso raccogliendo la continuità del mio senso. Ognuno di noi costituisce la particella necessaria perché possa verificarsi il passaggio del senso in quel dato posto ed in quel momento. Qui respira la Saggezza dell’Essere.

I giovani tendono a riposare le membra dell’intelletto sotto le coltri del senso comune che, molte volte, è la risultante di ciò che non si vede. Quando ci si ritrova nel chiasso della disarmonia anelando la pace, il silenzio, solo allora nasce spontaneo il perché della potenzialità dell’Io sono, dell’essere nell’Io

Io ontico ed Io alieno nel quotidiano

Fare proiezioni è normale. Tutti noi ne facciamo e ne subiamo continuamente durante la giornata; è la maniera più “economica” che il nostro Io escogita per poter sussistere. Le proiezioni che applichiamo dipendono, ovviamente dalla nostra esperienza. Quando siamo innanzi ad una nuova esperienza non siamo in realtà in grado di essere davvero oggettivi. Ciò dimostra che in noi lavora come una sorta di “impastatrice” che crea una miscela tra il reale ed il virtuale e ciò che non è né reale, né virtuale: l’alienato. Tutto questo potrebbe passare in secondo piano se non fosse che, questo meccanismo, è in stretto rapporto con lo stato di salute dell’individuo, con il benessere o il malessere delle cellule dell’organismo umano. Secondo la mia esperienza, i traumi fisici accadono quando si è in una situazione di alterazione della percezione causata dall’io alienato. La disattenzione comporta l’uscita da sé, l’uscita da sé causa quelli che comunemente si definiscono “incidenti”. L’ascolto di se stessi e del proprio corpo ( Essere psicosomatico) consente una sorta di monitoraggio continuo sul nostro effettivo stato. Scopriremo che esistono delle leggi, delle regole che operano contro il nostro naturale stato di salute. Fondamentale è l’ascolto dei nostri cinque sensi, compreso quello onirico a cui, raramente, si presta attenzione. Il più delle volte non si sa come interpretare ed utilizzare i messaggi che la nostra psiche ci invia attraverso i Sogni, si tende a considerarli come qualcosa di immaginario, non reale. l’Io Ontico Reale viene incontro durante la fase di Sogno. L’io alienato è quella parte dell’individuo che lo fa sentire inferiore, incapace e sminuito in genere. L’Io ontico reale si manifesta nelle varie forme di sensibilità, gentilezza, commozione e nobiltà d’animo. Questi due stati dell’individuo si alternano continuamente e, normalmente, la manifestazione di un Io alienato, coincide con il subire proiezioni da parte di terzi che siano amici, familiari o conoscenti. Tutti noi abbiamo però una sorta di supervisore che ci guida nella distinzione tra l’Io reale e quello alienato, che ci guida nella nostra ricerca del senso profondo dell’Essere della vita, che in realtà scorre attraverso una serie eventi, di percezioni e di esperienze che sono “ evidenze di per sé”. Queste esperienze di senso che tracciano la via dell’Essere nell’esistenza, non possono coincidere con l’appariscente benessere. Sono esperienze in cui “ si sente la vita” come un risuonare interiore che si amalgama con il Tutto. È la realtà ontica, l’ontopoiesi intersoggettiva di Husserl. C’è una sorta di intenzionalità dell’Essere natura che partecipa le singole individualità in questo tutto pieno, individuandole e trasportandole verso una direzione ottimale, facendole sfuggire alle forme di alienazioni non ottimali e naturali. Siamo abituati all’idea del burattinaio che ci muove, all’idea che siamo pedine, all’idea che per gioire dopo la morte dobbiamo subire le sofferenze di questa terra, ma non siamo più abituati all’idea che, tutto questo è falso e che la verità è un’altra. Concetti già espressi dalla psicologia dell’Essere di Maslow, da Kant o ancora dal pensiero di Auguste Comte. L’Essere è auto-rigenerantesi. Il nostro Essere tende spontaneamente a mantenere un buono stato di salute. Secondo Maturana e Varela non solo tende a mantenerlo, ma è in grado anche di ripristinarlo, secondo il principio dell’Autopoiesi gli organismi viventi sono delle “entità autonome” in grado di autogestirsi e autorigenerarsi in una continua trasformazione.  C’è, insito in ogni essere umano, un meccanismo che ricuce e ripara continuamente il nostro DNA, il nostro organismo, secondo un’intelligenza ontopoietica. Ci è stata sottratta la qualità del senso terapeutico dell’uomo, la coscienza di essere infinito, la coscienza del valore della realtà del bene. La sensazione che molte volte percepiamo di essere monchi di qualcosa è proprio la manifestazione di questa deprivazione da noi subìta ad opera del sistema alienante. La nostra reazione è quella di chiuderci al prossimo, di essere diffidenti verso tutto e tutti, di chiuderci alla vita, rimanendo come inscatolati in una realtà inesistente collettiva. Lo stesso sistema socio-sanitario in realtà investe nell’inscatolamento, nell’etichettare con una diagnosi, ma nessun investimento per la soluzione al problema o la prevenzione. Sull’educazione alla salute non si guadagna. Il benessere non paga. Un popolo in salute è un popolo libero.

La falsificazione dei contenuti innescata da una illogicità plagiante il senso della logica reale.

 

“ Il sistema nervoso enterico non potrà mai né scrivere sillogismi né comporre poesie, – dice Gershon– ma quando il sistema nervoso enterico fa funzionare bene l’intestino, il corpo è felice. Quando il sistema nervoso enterico funziona male e non fa funzionare l’intestino, i sillogismi e le poesie sembrano svanire nel nulla”.          Spesso affermo che l’umanità da circa 2000 anni è sottesa da una illogicità nella propria coscienza egoica, nella propria testa. Molte volte, giorno e notte, risuona nella mente un pensiero ossessivo che lo stesso individuo non riesce a spegnere. Un pensiero senza senso, che non porta nulla in termini di guadagno e che rovina l’energia dell’individuo. Ciò che dice Gershon e ciò che sostengo in merito all’illogicità del pensiero, è richiamato da molti autori: Cartesio sostiene che esiste un demone maligno che annulla all’individuo il senso del mondo e della realtà mettendo in dubbio l’intera esistenza . Cartesio vince questo demone con una contrapposizione interiore esprimendo ciò che diverrà una delle categorie scientifiche più rilevanti,       “ cogito ergo sum”. Di fronte a questo Deus ex machina che governa il suo cervello con una logica annullante e nichilista, Cartesio esprime prima il dubbio nel senso che lo stesso dubitare riesce a comporre una specie di realtà; da qui, questo dubbio può essere sussulto dall’Essere. Nel 1700 circa già Cartesio esprime un disagio che sembra anticipare tutto ciò che sarà alla base della psichiatria, la vidimazione del Deus ex machina nella schizofrenia umana, l’alienazione dell’uomo dall’avere il pensiero sulla terra, il global warming e riassume il distacco, la scissione della Visione continuata della realtà esistente tra il cervello viscerale e quello cerebrale. Già nella Bibbia, nel concetto di engastrymuthoi, nei terapeuti greci, in Platone questa visione unica era una ovvietà. Dopo Parmenide il concetto viene ripreso da Clauberg e Genovesi con l’Ontosofia cioè la Saggezza dell’Essere. Poniamo l’esempio di dover scrivere un articolo scientifico. L’incapacità di farlo può essere paragonata alla falsificazione dei contenuti nel mondo della scienza. In alcuni casi sono state scoperte falsificazioni in autori che erano addirittura arrivati a concorrere per il Nobel. Tutto questo mette in evidenza una sorta di falsificazione del reale innescata da una illogicità plagiante il senso della logica reale che, plagiando gli individui, li conduce per un mondo virtuale che non potrà mai essere progetto di una realtà. Con un buon programma informatico, possiamo anche progettare un ambiente, con l’intento poi di realizzare quell’arredo, quella struttura, ma se noi giochiamo nella creazione di mondi che mai saranno reali, otterremo un distacco sempre più forte dalla realtà. È ciò che accade con alcuni giochi in rete dove l’individuo rimane incastrato per svariate ore, sottratto al naturale ciclo della vita. È necessario lavorare sul senso della illogicità del Deus ex machina, antitesi alla logica reale insita nell’essere umano. Il non essere che non è. Questa logica, muovendosi nella coscienza umana determina il vilipendio dell’economia. Perché investiamo più soldi nella costruzione di ordigni bellici piuttosto che in opere di rimboschimento nonostante l’emergenza ambientale odierna?

Quando ho cominciato a leggere alcuni tra gli autorevoli esponenti noti come iniziatori della Musicoterapia, mi sono accorto che non utilizzavano la logica scientifica. In nessun caso riportavano i risultati scientifici, la risoluzione del caso e la remissione del sintomo. Secondo l’OMS la guarigione è la remissione del sintomo, che corrisponde al benessere. Se non si riesce a dialogare in termini scientifici, è come se non si avesse alcuna voce in capitolo in qualunque direzione ci si avvia. È palese di come sia debilitata e debilitante l’istruzione in Italia. I giovani sono considerati più che altro dal punto di vista fiscale, non certo come le giovani menti che dovranno guidare l’umanità. Ne nasce un forte senso di frustrazione. L’essere umano asservito al sistema che tende ad asservire il prossimo è in realtà guidato dal deus ex machina, privo di quella creatività caratteristica del cervello viscerale. Gershon sostiene che la pancia soffre, gioisce, ha le sensazioni….E’ chiaro che, se la voce più profonda dell’animo umano è stata repressa, avvilita, distorta dalla logica irreale, si è preparato il terreno per la malattia mentale, per il disagio di ogni genere. Se ci pensiamo, da cosa noi traiamo il primo senso della gioia? Dalla prima poppata. La pancia gioisce e soffre. Lo stesso accade durante la gravidanza, dove la donna entra in uno stato di forte vitalità divenendo perfino più bella. Questo processo è percepito non soltanto dalla madre ma anche dal padre. Questa energia che si scatena dura il senso della vita, a meno che non venga richiamata altrove.

“ la pancia sente e smista informazioni” continua Gershon. Quindi una informazione positiva o negativa viene smistata dalla pancia. Chi sa utilizzare il cervello viscerale lo coordina con quello cerebrale facendone un unico organo. La comunicazione non è esclusiva della verbalizzazione, anzi…la comunicazione più veritiera è quella non verbale come la comunicazione attraverso il sogno. Ne sono un esempio Kekulè e Schliemann che scoprirono rispettivamente il benzene e la città di Troia in sogno. Lo smistare informazioni è molto interessante. L’errata interpretazione dei sogni come nel caso di Freud, dove nessuno si è accorto, né lui, né i suoi allievi, che il cancro era incubato psichicamente, testimonia che tutta la mentalità coerente con quella di Freud è vissuta da una logica illoca, da una illogicità schizofrenica indicada da Cartesio con il dubito.  Tutto questo è diventato la vidimazione di uno status quo irrisolvibile che ha portato alla distinzione tra malattia fisica e psichica, tra cervello viscerale e cerebrale. Questo ha portato all’assopimento dei nostri recettori a tal punto che non si riesce più a distinguere un cibo di qualità da uno scadente, un’aria pulita da una inquinata, una cosa naturale da una artificiale. Durkheim connette il suicidio con l’assenza del senso della vita dovuta alla desertificazione dei valori morali, civili ed umani. Ci stiamo uccidendo da soli.

la famiglia normosociale

Il senso della famiglia normosociale costituisce la certificazione accreditante per fondare il proprio valore di ragione realizzata , d’individuo coi piedi per terra, di attendibilità reale , nell’agone delle apparenze dove la velocità delle scelte strategiche finalizzate all’auto realizzazione economico-sociale e materiale è politica continua dimostrativa di sano egoismo e leadership auto realizzante con tutti gli pseudo valori che comporta: una bella casa ammobiliata, un’automobile nuova e scattante, le vacanze stagionali e i weekend festaioli, la forma fisica di una bellezza palestrata anche senz’anima, abiti , gioielli e gadget alla moda dei trends sempre aggiornati , notiziario gossip dell’ultimo istante, partecipazione diretta o mediatica agli eventi socialchic (anche se da spettatore consumato), sportività agguerrita di squadra o partito politico-religioso, aggregazione virile o femminile a gruppi di tendenza radicalschic , divochic, musicschic, formalschic drogachic, ecc

 

Il Dr.Palmrotta ad un suo paziente:

esiste anche una dimensione psichica familiare . questa evidenza è solo palese a chi intraprende una terapia che coinvolge tutta la famiglia, ma non è chiara ai medici. Il medico si occupa soltanto di te e non della tua famiglia, dove invece può essere presente una dinamica che può catalizzarsi su un individuo, di solito il più sensibile. Infatti tu hai contratto la colite di tua madre e la gastrite di tuo padre”