Figlio unico di due esseri umani, di cui uno, padre assente e promotore semicosciente della mentalità stigmatizzante la schizofrenia, purtroppo per lui, vittima e carnefice allo stesso tempo. Ho scelto di fare questo lavoro di psicologo-psicoterapeuta per amore di mia madre morta suicida dopo 17 anni di cure psichiatriche (elettroshock, insulina, psicofarmaci) dopo aver coscientizzato che il suo unico figlio (io) era pregiudicato e destinato alla stessa pazzia da un sistema sociofamiliare alienante! In 30 anni di attività libero professionale da psicoterapeuta ho dimostrato di risolvere diversi casi di psicopatologia anche gravi. Mi sento un essere umano autentico e padre felice di crescere insieme alla mia famiglia di amici.
Francesco Palmirotta
  • 01 ott 2010 /  News

    Dati Istat: crisi della famiglia
    Pubblicato il1 ottobre 2010 dachildrenfree 1

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    I dati Istat dicono che su 1.000 matrimoni 286 finiscono con una separazione e 176 con divorzio. Non sono delle cifre edificanti e incoraggianti, sia per chi è già sposato, sia per chi sta facendo il grande passo e solitamente è assalito da dubbi, perplessità o è molto innamorato e non si pone magari nessuna domanda sul futuro a due.
    Per poter creare una coppia solida gli “ingredienti” sono davvero molti da acquistare e la “lista della spesa” non è cosa di poco conto, non si devono dare per scontate le cose e tanto meno non si devono neanche vedere in modo troppo superficiale o peggio apocalittico. Qui molto dipende dal carattere, dall’educazione della famiglia di origine, dai legami con la medesima, poiché in realtà la coppia non è fatta solo da due individui, ma intorno ad essa satellitano le famiglie, i parenti, gli amici e, per quanto si creda che tutto questo gruppo di persone non entri, in realtà ha un suo peso, e che peso delle volte! Basti pensare che, a detta proprio degli avvocati matrimonialisti, spesso la causa più frequente di separazione è la suocera magari invadente, ficcanaso, che non sta al suo posto ecc.
    Certo questo non è l’unico motivo, ne esistono di molti altri come ad esempio l’incapacità di comunicare ai propri figli, di far esprimere le loro emozioni, i loro sentimenti; tutto ciò da grandi li porterà a delle difficoltà incredibili, poiché come “il serpente che si mangia la coda” non saranno a loro volta capaci di comunicare affetto, amore, o comunque avranno delle problematiche da questo punto di vista.
    Senza parlare poi dei bambini cresciuti nelle famiglie di genitori in cui vige la violenza, l’anafettività ecc, in questo caso è purtroppo “normale” non avere proprio gli strumenti per comunicare con l’altro, sia esso dello stesso sesso ma anche di sesso diverso; ecco allora coppie in cui si manifestano squilibri, intolleranze, povertà morale, etica ecc.

    La famiglia è quindi minata pericolosamente da tanti elementi negativi e subdoli, a cui l’occhio di un uomo e un donna sposati e all’inizio innamorati difficilmente riescono a vedere.
    La famiglia di origine è la casa in cui si trova protezione, ascolto, amore, affetto, coccole, critiche costruttive e in cui ci si sente bene, da questa casa si deve uscire liberi, sicuri, capaci di relazionarsi con il resto del mondo; se invece da essa non si ricevono gli strumenti adeguati e i valori corretti diventa tutto più difficile e la stessa vita sociale risulta prima o poi compromessa.
    L’amore tra due essere viventi che formano una coppia non è sempre tinto di rosa, anzi a volte assume tinte cupe, scure, tenebrose, fatte di paura, incertezza, timore, indecisione: è li che si vede allora la vera coppia, la vera famiglia, quella che riesce a superare anche le tempeste e rimanere a galla.
    Mi viene in mente una pubblicità di questi giorni in cui una simpatica voce accompagna la frase “Ti piace vincere facile?”, ecco se fosse sempre tutto facile, forse nessuno di noi sarebbe messo alla prova. In pedagogia esiste il concetto molto importante che si impartisce ai giovani educatori e cioè “il mettersi in gioco”: credo che ognuno di noi, nell’esatto momento in cui decide di formare una famiglia, per non finire in quella fascia numerica di quasi 300 coppie allo sfascio, forse dovrebbe tirarsi su le maniche e provare a non mollare, ovviamente se l’impiego di energia, tempo e tante altre cose sono davvero importanti e meritevoli di attenzione.
    La famiglia è una condizione che, oltre ad essere micro, è anche macro, a livello sociale, poiché ha dei risvolti sia storici, che economici, sociali ecc di un certo rilievo, da sempre. Ecco perché è fondamentale curarla e dedicarle la massima attenzione e soprattutto la capacità di ascolto, sempre, in qualsiasi momento della giornata, verso tutti coloro che ne fanno parte.
    Autore: Alessandra Mallarino

    http://www.amando.it/societa/attualita/dati-istat-crisi-famiglia.html

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