{"id":40,"date":"2009-05-20T04:26:24","date_gmt":"2009-05-20T08:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/langiulli.com\/www.palmirotta2.com\/?page_id=40"},"modified":"2012-12-30T05:08:16","modified_gmt":"2012-12-30T09:08:16","slug":"forme-di-catarsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.palmirotta.com\/?page_id=40","title":{"rendered":"Forme di Catarsi"},"content":{"rendered":"<div class=\"entrytext\">\n<div><strong>Alcune forme di divertimento e catarsi nell\u2019antica Grecia ed in Magnagrecia<\/strong><\/div>\n<p>Le forme di divertimento nell\u2019antica Grecia ed in Magnagrecia furono varie e coinvolgenti. Greci ed italioti, infatti, si servirono della musica, del teatro e dei banchetti per distrarsi ma anche per curarsi, cio\u00e8 per liberarsi da ansie e preoccupazioni quotidiane.<br \/>\nLa musica svolgeva un ruolo molto importante ed era quindi spesso presente nelle cerimonie sia di carattere pubblico che privato; in particolare la musica era sempre presente nelle feste in onore del dio Dioniso nonch\u00e9 nelle rappresentazioni drammatiche, nelle gare atletiche, durante i lavori agricoli e nei convivi.<br \/>\nIl filosofo Platone nella sua opera intitolata \u201cLe Leggi\u201d espresse alcune interessantissime considerazioni di carattere musicale con riflessioni di tipo psicologico; egli ebbe, infatti, una notevole conoscenza oltre che della musica anche della psicologia e delle turbe psicosomatiche e psichiche. Platone osserv\u00f2 come ai suoi tempi le mamme usassero calmare il pianto dei loro bimbi con il canto ed il \u201cmovimento\u201d cio\u00e8 con il cullarli. Ebbe, inoltre, delle notevoli intuizioni di tipo psicologico poich\u00e9 ritenne che il canto, la musica ed il movimento potessero curare anche i disturbi provocati dal disagio interiore.<br \/>\nIl filosofo greco ritenne che gli \u201cinsani furori\u201d potessero essere curati con la musicoterapia. Egli riteneva che la musica, la danza ed il canto potessero curare gli stati di sbigottimento nei soggetti psicotici, gli stati di agitazione interiore, la paura, il terrore, gli stati di frenesia e sedare i battiti violenti del cuore, quella che oggi noi definiamo tachicardia. Platone consider\u00f2 particolarmente rilassante il suono del flauto.<br \/>\nLa musica accompagnava, nell\u2019antico mondo greco ed in quello magnogreco, anche le cerimonie funebri e contribuiva a sedare i lamenti ed il pianto per il commiato del defunto.<br \/>\nAnche le principali feste cittadine venivano consacrate dalla musica.<br \/>\nOltre Platone un sommo esperto di dottrine musicali nell\u2019antichit\u00e0 classica fu Aristosseno da Taranto, autore di un celebre trattato monografico intitolato \u201cSugli auli e gli altri strumenti musicali\u201d; con quest\u2019opera lo studioso sanc\u00ec la ripartizione degli strumenti in \u201ca corde\u201d, \u201ca fiato\u201d ed \u201ca percussione\u201d. Aristosseno fu anche autore dell\u2019opera intitolata \u201cElementa armonica\u201d in cui egli ribad\u00ec il valore educativo della musica.<br \/>\nIl filosofo pitagorico Clinia sottoline\u00f2 la facolt\u00e0 della musica di placare le passioni ed in questo fu vicino a Platone.<br \/>\nOltre al flauto greci e magnogreci amarono molto anche la cetra: tale strumento era preposto a lenire eventi luttuosi, aveva carattere apotropaico ma soprattutto catartico.<br \/>\nIn Grecia ed in Magnagrecia durante i banchetti si discuteva di filosofia, di letteratura, di poesia, di teatro.<br \/>\nIl teatro magnogreco fu notevolmente influenzato, come quello greco, dal mondo religioso ed in particolare, come si \u00e8 gi\u00e0 accennato, dal culto del dio Dioniso.<br \/>\nDioniso fu dio della mania e dell\u2019estasi, della \u201cfrenesia\u201d e di condizioni psicotiche anormali: per questo motivo fu considerato importantissimo nel teatro tragico. Gli autori di teatro magnogreci ebbero, tuttavia, la grande abilit\u00e0 di ridicolizzarlo ed in questo fu molto abile Rintone, autore di \u201cilarotragedie\u201d in dialetto tarantino.<br \/>\nPer approfondire le tematiche riguardanti gli stati di frenesia ed agitazione il lettore moderno pu\u00f2 documentarsi leggendo quei pochi ma fondamentali trattati di medicina che ci sono pervenuti dall\u2019antichit\u00e0 e dedicandosi all\u2019analisi puntuale delle tragedie greche.<br \/>\nOltre che a Dioniso greci e magnogreci chiesero aiuto anche ad Asclepio per la cura delle loro sofferenze interiori: ecco perch\u00e9 questa divinit\u00e0 fu spesso rappresentata a teatro.<br \/>\nGli italioti amarono soprattutto le tragedie di Euripide ed infatti molti vasi magnogreci, soprattutto del IV secolo a. C., rappresentano scene di tragedie greche; si pensi, in particolare, ad un vaso proveniente da Eraclea su cui \u00e8 raffigurata Medea che fugge su un carro trainato da due draghi (simbolo dell\u2019irrazionale) dopo aver ucciso i figli per vendicarsi del marito.<br \/>\nSu un altro bell\u2019esemplare di vaso italiota ci colpisce l\u2019entusiasmo che ebbero gli italioti per la vita degli attori: essi sono raffigurati mentre festeggiano, riuniti in convivio, l\u2019ultimo successo in teatro: al muro sono appese le maschere teatrali forse anche femminili in quanto alle donne era impedito di fare teatro per cui gli attori si mascheravano da donna. Ma tralasciando per il momento il problema della condizione femminile nell\u2019antichit\u00e0 occorre dire come la scena di due innamorati dipinti sul vaso in questione ci faccia pensare all\u2019importanza che comunque ebbe l\u2019amore puro. Si noti infatti come gli innamorati siano al centro della raffigurazione, come ai loro piedi sia stata dipinta una colomba (simbolo di pace e purezza) ed infine di come sia presente anche la lira optacordica simbolo della meditazione filosofica infinita e dell\u2019estasi assieme all\u2019\u201daulos\u201d.<\/p>\n<p>Secondo la concezione orfica, nell\u2019uomo agiscono contemporaneamente una parte divina ed una, detta titanica, passionale vista in accezione negativa nel momento in cui \u201c violenta lo spirito\u201d umano. L\u2019uomo pu\u00f2 conoscere in vita la sua vera natura, ma per farlo deve allontanarsi dal \u201c modo di vivere le sue passioni\u201d, deve far si che queste non divengano una limitazione per la sua coscienza, ma che vivano in armonia con essa. Per far si che questo accada l\u2019uomo deve vivere una vita \u201cispirata\u201d al Bene, un cammino che lo porti alla scoperta del divino in lui. Secondo l\u2019orfismo prima ed il pitagorismo poi, la psiche era contenuta nel corpo degli uomini e soltanto una catarsi, purificazione, poteva liberarla dalle concupiscenze e donarle vita eterna.<br \/>\nMa cosa era il \u201cPrimo Bene\u201d a cui bisogna tendere ? Plotino nelle Enneadi distingue il primo Bene dagli altri beni:<br \/>\n\u201cDato che un essere \u00e8 composto da diverse parti ed il suo bene \u00e8 l\u2019atto proprio, naturale e non deficiente della parte migliore, si potr\u00e0 dire che per ogni essere il bene \u00e8 diverso dall\u2019attivit\u00e0 di una vita conforme a natura? Il bene naturale per l\u2019anima \u00e8 la sua attivit\u00e0. Ma se una anima tende i suoi atti verso il perfetto, essendo anch\u2019essa perfetta, il bene non \u00e8 tale soltanto per lei, ma \u00e8 il Bene assolutamente concepito. ( Plotino-Enneadi, VII (54))<br \/>\nQuesto era il senso della vita filosofica, una vita tesa alla purificazione affinch\u00e8 anche in vita si possano palesare i segni della vita psichica intesa come vita dell\u2019Anima.<br \/>\n\u201c Ricondurre il divino che \u00e8 in noi al divino dell\u2019universo\u201d faceva dire Porfirio a Plotino. Perch\u00e9 questo potesse avvenire in vita era necessaria la purificazione dell\u2019anima. Sebbene le dottrine sia di Pitagora che Platone e Plotino, parlino di purificazione dell\u2019anima, tanto quanto le varie e diverse confessioni religiose, ci\u00f2 che le distingue da esse \u00e8 il fatto che la purificazione dell\u2019anima, avviene attraverso l\u2019anima stessa e non grazie ad interventi esterni che portano in salvo le anime macchiatesi di peccato ( il \u201c Salvatore\u201d per i cristiani ).<br \/>\nLa catarsi avveniva seguendo delle precise discipline che avevano lo scopo di temprare l\u2019anima e le sue pulsioni, di liberarla dalla sua egoicit\u00e0 che offuscava la visione dell\u2019Uno-Tutto; mancanza di visione che privava l\u2019uomo della sua partecipazione all\u2019armonia del cosmo. Era questo \u201cdifetto\u201d a generare uno squilibrio psicosomatico responsabile di dis-armonia che era poi alla base della mancanza di benessere.<br \/>\nA questo servivano le ritualit\u00e0 del tempo oggi contaminate dal dilagante riduzionismo che le depaupera del loro originario senso-azione. Attraverso l\u2019esercizio della contemplazione, che non consisteva in una passiva immobilit\u00e0 fisica con lo sguardo fissato su un oggetto, ma era un\u2019attivit\u00e0 volitiva cosciente dell\u2019uomo e per questo dotata di una forza generatrice, si diventava un tutt\u2019uno con l\u2019oggetto contemplato. L\u2019attivit\u00e0 contemplativa era dedita alla conoscenza del Principio e comportava la trasformazione di s\u00e9 guidata da Amore. Amore inteso come forza primigenia generatrice del cosmo. Le qualit\u00e0 e virt\u00f9 delle anime dipendevano infatti da quello che contemplavano.<\/p>\n<p>Bibliografia<br \/>\nM. Vegetti, La medicina in Platone, Venezia, 1995.<br \/>\nI. Amendolito, \u201cMusica e musicoterapia nell\u2019antica Grecia ed in Magnagrecia\u201d, in \u201cAtti del X Convegno Internazionale di Solinio, 1997, in corso di stampa.<br \/>\nI. Amendolito, \u201cFumetti in Magna Grecia nei vasi parlanti\u201d, articolo su \u201cLa Citt\u00e0\u201d, Bari 3 Dicembre 1996.<br \/>\nAA. VV., Teatri greci e romani. Alle origini del linguaggio rappresentato. Censimento analitico, a cura di P. Ciancio Rossetto e G. Pisani Sartorio, Roma, 1994.<br \/>\nAA. VV., \u201cIl teatro antico: testo e comunicazione. Atti del IX Congresso Internazionale di studi sul teatro antico\u201d, Siracura, 1983<br \/>\nM. Vegetti, \u201cIl de Locis in Homine fra Anassagora ed Ippocrate\u201d in \u201cRendiconti Istituto Lombardo Scienze e Letteratura\u201d, 99, 1965<br \/>\nU. Galimberti, \u201cGuarire per magia\u201d, articolo su \u201cLa Repubblica\u201d, 1997, pp. 400-41<\/p>\n<p>Plotino, Enneadi<\/p>\n<p><strong>copyright by dr.Francesco Palmirotta <\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune forme di divertimento e catarsi nell\u2019antica Grecia ed in Magnagrecia Le forme di divertimento nell\u2019antica Grecia ed in Magnagrecia furono varie e coinvolgenti. Greci ed italioti, infatti, si servirono della musica, del teatro e dei banchetti per distrarsi ma anche per curarsi, cio\u00e8 per liberarsi da ansie e preoccupazioni quotidiane. 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