{"id":333,"date":"2013-06-08T01:28:15","date_gmt":"2013-06-08T05:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmirotta.com\/?p=333"},"modified":"2013-06-08T01:28:15","modified_gmt":"2013-06-08T05:28:15","slug":"lantica-armonia-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palmirotta.com\/?p=333","title":{"rendered":"L&#8217;Antica Armonia Naturale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se oggi si prospetta la necessit\u00e0 per l\u2019uomo di ritrovare un senso di vita che risulti in armonia con l\u2019ambiente circostante, in passato questo avveniva spontaneamente ed in modo del tutto naturale.<br \/>\nLa consapevolezza che i fenomeni naturali non erano prodotti dal caso ma regolati da un sistema di causa ed effetto e la conoscenza di come l\u2019ambiente, lo stile di vita, i rapporti umani, intervenissero nella determinazione dello stato psicofisico individuale, hanno fatto si che nelle antiche culture della Magna Grecia, culla della civilt\u00e0 dell\u2019occidente, si cercasse di riproporre, in tutte quelle che erano le \u201c vicende umane\u201d la naturale armonia del Cosmo. Per i greci l&#8217;armonia era la Physis, la Natura, cio\u00e8 la totalita&#8217; delle cose &#8220;venute all&#8217;essere&#8221;, era l\u2019equilibrio perfetto.<br \/>\nL\u2019idea dell\u2019Armonia Cosmica venne introdotta dalla scuola di Pitagora nell\u2019enunciazione della dottrina dell\u2019anima con la distinzione tra \u201c terminato e interminato\u201d. Filolao, discepolo di Pitagora e contemporaneo di Socrate, riporta nel suo scritto :\u201d Circa la Natura e l\u2019armonia\u201d<br \/>\n\u201c L\u2019Essenza delle cose, che \u00e8 eterna e la stessa natura, ammettono conoscenza divina e non umana; oltre che non sarebbe possibile che alcuna delle cose esistenti venisse da noi conosciuta se l\u2019essenza delle cose di cui consta il cosmo non fosse insieme di cose terminate e cose interminate. Poich\u00e9 i princ\u00ecpi non nacquero simili n\u00e9 omogenei sarebbe stato impossibile creare con essi il cosmo, se non fosse intervenuta Armonia, qualunque sia stato il modo in cui essa \u00e8 nata\u201d<br \/>\n( Pugliese Carratelli, Megale Hell\u00e0s, UTET). La concezione dell\u2019appartenenza alla totalit\u00e0 ha fatto si che si sviluppasse un profondo rispetto di quello che era esterno all\u2019uomo proprio perch\u00e9 convinti del continuo scambio tra l\u2019Essere Umano ed il Divino.<br \/>\nVi \u00e8 una correlazione tra il senso dell\u2019Essere ed il senso di Dio. La religione altro non \u00e8 che \u201c il percorso\u201d attraverso cui si tende al senso dell\u2019Essere Divino.( F.Palmirotta \u2013 Lezione di Musicoterapia)<br \/>\nQuesta convinzione \u00e8 ben visibile anche nel tipo di architettura del tempo, i Templi, la oikos divina, che, oltre a dare immediatamente una sensazione visiva di armonia, mostrano chiaramente la concezione del rapporto con il Divino. Il Tempio greco, infatti, era una struttura semi aperta a testimoniare la continua interazione sinergica tra esterno e interno, con all\u2019interno l\u2019altare accessibile a tutto il popolo. All\u2019interno dei templi, oltre che le cerimonie, venivano istruiti i giovani sulle Arti e sulle Scienze. Nella costruzione venivano rispettate le \u201c sacre geometrie\u201d, quelle alla base delle Scienze Matematiche col fine di inserire l\u2019uomo nella Legge Universale dell\u2019Armonia.<br \/>\n\u201c Che cos\u2019\u00e8 il pi\u00f9 bello?\u201d \u201c l\u2019Armonia\u201d<br \/>\nQuesto \u00e8 uno dei \u201csegreti\u201d pitagorici di cui ci parla Giamblico nella sua \u201c Vita pitagorica\u201d dove pi\u00f9 che la celebrazione di un Maestro, si vede la ricostruzione di una prassi di vita virtuosa<br \/>\nIl cercare continuamente di mantenere l\u2019armonia tra l\u2019uomo e la natura, si manifestava soprattutto nel Mito attraverso cui viene narrata una realt\u00e0 primigenia che sarebbe inconoscibile all\u2019uomo attraverso l\u2019uso della logica. \u00c8 una verit\u00e0 eterna che trascende il tempo. I miti suscitano la comprensione intuitiva diretta; mettono in luce corrispondenze fra mondo esterno e mondo interno, fra macrocosmo e microcosmo. Il Mito \u00e8 anche l\u2019espressione della Bellezza della Verit\u00e0 assimilabile al concetto di Bene ( Uno) plotiniano dove la Bellezza altro non \u00e8 che :<br \/>\n\u201carmonizzazione delle parti della Natura e la salute c\u2019\u00e8 quando il corpo si accorda nell\u2019Unit\u00e0.\u201d<br \/>\nUnit\u00e0 vista come Intelligenza, Saggezza, Bene che interagisce con l\u2019anima umana continuamente.<br \/>\nE ancora nella celebrazione dei rituali misterici legati ai cicli della Terra. Presenti in tutte le culture, ne sono un esempio i Misteri Eleusini, celebrati due volte l\u2019anno nella citt\u00e0 di Eleusi. La data di celebrazione corrispondeva ai momenti di riposo e di risveglio della natura. Legati al culto di Demetra ( Cerere per i romani) privata della figlia Perfesone rapita dal dio degli Inferi; Persefone ( Kore) viveva 6 mesi nell\u2019Ade e sei mesi fuori dagli inferi, i sei mesi ipogei corrispondevano all\u2019inverno, periodo di riposo per la fertilit\u00e0 della terra. In attesa che Persefone tornasse e Demetra ripristinasse la fertilit\u00e0 della terra e la raccolta delle messi.<br \/>\nLo stesso concetto di \u201cPhilosophia\u201d includeva un modus vivendi, si trattava infatti di pratica filosofica. I filosofi alla loro dottrina associavano una \u201cscuola\u201d dove oltre agli insegnamenti di arti e scienze, vigeva una condotta di vita finalizzata al raggiungimento e\/o mantenimento di quell\u2019armoniosit\u00e0 nell\u2019Essere Umano che era responsabile della buona salute psicosomatica individuale prima, e della collettivit\u00e0 in un secondo momento.<br \/>\nEra questo lo scopo del movimento filosofico-religioso nato in Grecia nel VII sec. a.C. circa: l\u2019Orfismo, il cui nome \u00e8 collegato a quello del Poeta-Cantore Orpheus che partecip\u00f2 alla spedizione degli Argonauti alla ricerca del vello d\u2019oro.<br \/>\nAd Orfeo, la leggenda narra che fu lo stesso Apollo a donargli la Lira. Con il suo strumento Orfeo, era in grado di \u201cincantare\u201d non soltanto gli animali, ma anche alberi, rocce traendone le \u201c divine armonie\u201d. Fu questo il motivo per cui accompagn\u00f2 la spedizione degli Argonauti durante la quale egli era in grado di placare le tempeste in mare con il suo strumento apollineo, ripristinando l\u2019armonia. Il mito narra che Orfeo mor\u00ec a causa della sua passione amorosa, quando, nel tentativo di riportare la sua amata Euridice dal regno degli inferi, non seppe resistere all\u2019ammonimento di Ade che gli proibiva di voltarsi indietro durante l\u2019ascesa e guardare Euridice in volto. Orfeo si volt\u00f2 ed Euridice venne nuovamente rapita negli abissi degli inferi. Orfeo capii il le motivazioni che lo indussero a voltarsi e, la consapevolezza, lo port\u00f2 ad avere un atteggiamento distaccato e sprezzante nei confronti delle donne di Tracia, le baccanti, le quali ( secondo la versione di Pausania) sentendosi oltraggiate lo fecero a pezzi. Soltanto interrompendo l\u2019armonia del suono generato dalla lira di Orfeo fu possibile ucciderlo, quando le urla delle baccanti ed il suono del corno furono pi\u00f9 forti del suono della lira.<br \/>\nOrfeo \u00e8 l\u2019esempio di una comunicazione non verbale, in questo caso lui utilizzava la musica per collegarsi al linguaggio della natura, da anima ad anima. L\u2019anima viene incantata, tenderebbe ad eclissarsi se si volesse farla discorrere secondo la logica razionale<br \/>\nSecondo la concezione orfica, nell\u2019uomo agiscono contemporaneamente una parte divina ed una, detta titanica, passionale vista in accezione negativa nel momento in cui \u201c violenta lo spirito\u201d umano. L\u2019uomo pu\u00f2 conoscere in vita la sua vera natura, ma per farlo deve allontanarsi dal \u201c modo di vivere le sue passioni\u201d, deve far si che queste non divengano una limitazione per la sua coscienza, ma che vivano in armonia con essa. Per far si che questo accada l\u2019uomo deve vivere una vita \u201cispirata\u201d al Bene, un cammino che lo porti alla scoperta del divino in lui. Secondo l\u2019orfismo prima ed il pitagorismo poi, la psiche era contenuta nel corpo degli uomini e soltanto una catarsi, purificazione, poteva liberarla dalle concupiscenze e donarle vita eterna. Ma cosa era il \u201cPrimo Bene\u201d a cui bisogna tendere ? Plotino nelle Enneadi distingue il primo Bene dagli altri beni:<br \/>\n\u201cDato che un essere \u00e8 composto da diverse parti ed il suo bene \u00e8 l\u2019atto proprio, naturale e non deficiente della parte migliore, si potr\u00e0 dire che per ogni essere il bene \u00e8 diverso dall\u2019attivit\u00e0 di una vita conforme a natura? Il bene naturale per l\u2019anima \u00e8 la sua attivit\u00e0. Ma se una anima tende i suoi atti verso il perfetto, essendo anch\u2019essa perfetta, il bene non \u00e8 tale soltanto per lei, ma \u00e8 il Bene assolutamente concepito.<br \/>\n( Plotino-Enneadi, VII (54))<br \/>\nQuesto era il senso della vita filosofica, una vita tesa alla purificazione affinch\u00e8 anche in vita si possano palesare i segni della vita psichica intesa come vita dell\u2019Anima.<br \/>\n\u201c Ricondurre il divino che \u00e8 in noi al divino dell\u2019universo\u201d faceva dire Porfirio a Plotino. Perch\u00e9 questo potesse avvenire in vita era necessaria la purificazione dell\u2019anima. Sebbene le dottrine sia di Pitagora che Platone e Plotino, parlino di purificazione dell\u2019anima, tanto quanto le varie e diverse confessioni religiose, ci\u00f2 che le distingue da esse \u00e8 il fatto che la purificazione dell\u2019anima, avviene attraverso l\u2019anima stessa e non grazie ad interventi esterni che portano in salvo le anime macchiatesi di peccato ( il \u201c Salvatore\u201d per i cristiani ).<br \/>\nLa catarsi avveniva seguendo delle precise discipline che avevano lo scopo di temprare l\u2019anima e le sue pulsioni, di liberarla dalla sua egoicit\u00e0 che offuscava la visione dell\u2019Uno-Tutto; mancanza di visione che privava l\u2019uomo della sua partecipazione all\u2019armonia del cosmo. Era questo \u201cdifetto\u201d a generare uno squilibrio psicosomatico responsabile di dis-armonia che era poi alla base della mancanza di benessere.<br \/>\nA questo servivano le ritualit\u00e0 del tempo oggi contaminate dal dilagante riduzionismo che le depaupera del loro originario senso-azione riducendole ad un insieme di false credenze, ignoranza condita con un po\u2019 di depravazione che non guasta mai.<br \/>\nAttraverso l\u2019esercizio della contemplazione, che non consisteva in una passiva immobilit\u00e0 fisica con lo sguardo fissato su un oggetto, ma era un\u2019attivit\u00e0 volitiva cosciente dell\u2019uomo e per questo dotata di una forza generatrice, si diventava un tutt\u2019uno con l\u2019oggetto contemplato. L\u2019attivit\u00e0 contemplativa era dedita alla conoscenza del Principio e comportava la trasformazione di s\u00e9 guidata da Amore. Amore inteso come forza primigenia generatrice del cosmo. Le qualit\u00e0 e virt\u00f9 delle anime dipendevano infatti da quello che contemplavano. Ne d\u00e0 una descrizione Platone nel mito della Biga Alata, nel quale viene spiegata la vera natura dell\u2019Anima:<br \/>\n. \u201cLa vera ragione per cui le anime si affannano tanto per scoprire dove sia la Pianura della Verit\u00e0 \u00e8 che l\u00ed in quel prato si trova il pascolo congeniale alla parte migliore dell\u2019anima [c] e che di questo si nutre la natura dell\u2019ala, onde l\u2019anima pu\u00f2 alzarsi. Ed ecco la legge di Adrastea. Qualunque anima, trovandosi a seguito di un dio, abbia contemplato qualche verit\u00e0, fino al prossimo periplo rimane intocca da dolori, e se sar\u00e0 in grado di far sempre lo stesso, rimarr\u00e0 immune da mali.\u201d<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019arte contemplativa potesse portare alla percezione bisognava, afferma Plotino, farsi uno in se stesso, togliere il superfluo, rimanere essi stessi ci\u00f2 che si voleva conoscere.<br \/>\nTu eri gi\u00e0 tutto, ma poich\u00e9 qualche cosa ti si \u00e8 aggiunta in pi\u00f9 del tutto, tu sei diventato minore del tutto per questa aggiunta stessa. Tale aggiunta non aveva nulla di positivo, era interamente negativa. [&#8230;]Chi diventa qualcuno non \u00e8 pi\u00f9 il tutto, gli aggiunge una negazione. E ci\u00f2 dura finch\u00e9 non si scarti tale negazione. [&#8230;]. Ma se uno s&#8217;\u00e8 fatto qualcuno per mezzo del non essere, egli \u00e8 non-tutto, e sar\u00e0 tutto quando avr\u00e0 eliminato il non-essere. ( Plotino-Enneadi)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vi erano alcune regole di base comuni alle pi\u00f9 famose scuole filosofiche. Queste erano:<br \/>\n\uf0d8 Limitarsi nell\u2019assunzione di carni<br \/>\n\uf0d8 Attenersi al necessario nel mangiare e nel bere<br \/>\n\uf0d8 Non coltivare l\u2019irascibilit\u00e0<br \/>\n\uf0d8 Sopprimere la paura<br \/>\n\uf0d8 Estirpare la concupiscenza per ci\u00f2 che \u00e8 impuro<br \/>\n\uf0d8 Coltivare le virt\u00f9<br \/>\n\uf0d8 Interrogare la coscienza sul proprio operato<br \/>\nVenivano chiamati \u201c consigli\u201d e, se ci soffermiamo, sembrano pi\u00f9 attuali che mai. Cibarsi di carne veniva considerato dannoso gi\u00e0 2500 anni addietro, quando ancora gli animali \u201cda carne\u201d non venivano allevati ad antibiotici e steroidi per aumentarne la massa.<br \/>\n\u201cEst modus in rebus\u201d diceva Protagora: c\u2019\u00e8 una misura in ogni cosa, e l\u2019equilibrio era alla base della vita filosofica; equilibrio che si manifestava nel mangiare, nel bere, nei sentimenti di gioia o dolore che siano. Particolare rilievo veniva dato al sentimento della paura: essa, infatti, era nemica della Volont\u00e0 intesa come energia pura e creatrice.<br \/>\nLe limitazioni consigliate, non costituivano una sorta di proibizionismo, ma erano solo la prima tappa della catarsi che poi consentiva quello che era il vero fine della prassi filosofica: il coltivare le virt\u00f9 che avvicinava l\u2019uomo al Sommo bene e lo metteva in contatto con il divino in lui. Come gi\u00e0 facevano gli orfici:<br \/>\n<strong><em>&#8220;\u2026e il contrario sentiamo dire in altre occasioni, quando non si osava neppure gustare la carne di bue, n\u00e9 si sacrificavano animali agli d\u00e8i, bens\u00ec si offrivano focacce e frutti immersi nel miele e altri simili sacrifici puri, e quando ci si asteneva dalle carni, ritenendo contrario alla religione il mangiarne e macchiare di sangue gli altari degli d\u00e8i: piuttosto gli uomini viventi allora avevano certi modi di vita che si chiamano orfici, rivolgendosi a tutto ci\u00f2 che non ha vita e astenendosi al contrario da tutti gli esseri animati&#8221;. (Platone, Leggi, 782 c-d)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Se oggi si prospetta la necessit\u00e0 per l\u2019uomo di ritrovare un senso di vita che risulti in armonia con l\u2019ambiente circostante, in passato questo avveniva spontaneamente ed in modo del tutto naturale. 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